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Montecatini piange Tullio Pancioli simbolo di una città degli anni d’oro

Tullio Pancioli con la moglie Melita e i quattro figli (foto Paolo Nucci)

Aveva 91 anni: il Palazzo dei Congressi, la squadra di calcio portata in C2, l’acquisto di Villa Merlini sede dell’Apam

MONTECATINI. È morto a Tullio Pancioli, 91 anni, simbolo di una Montecatini dei grandi successi e delle grandi soddisfazioni. Con la sua scomparsa cala il sipario sulla Montecatini del Novecento e con lui scompare l’emblema degli albergatori. Il Commendatore, così lo chiamavano in città. Finisce con lui un periodo glorioso, la storia di una città che viveva di Vip e di Star, di tivù e clienti termali che facevano a gara per passare le acque a Montecatini. Ma di Tullio Pancioli in città rimarrà per sempre testimonianza a partire dal Palazzo dei Congressi, unica opera a servizio della città e collettività realizzata di tasca propria da un imprenditore alberghiero.

IL CORDOGLIO DELLA FEDERALBERGHI APAM

Amico di Giulio Andreotti, attivo anche in politica cittadina, albergatore lungimirante. Appassionato e attivo anche nel mondo dello sport. Come ricorda la società del Montecatini calcio. «Per noi resterà sempre il Presidentissimo, con l’impegno della sua famiglia ci ha fatto vivere gli anni migliori della nostra storia. Negli anni’70 riuscì a portarci tra i professionisti in serie C2. Albergatore di grande carisma (Grand Hotel Bellavista) e successo ha creato e vissuto la Montecatini degli anni d’oro» . Tullio Pancioli con il suo impegno e passione per il lavoro e per Montecatini con il riconoscimento nel 1979 di Grande Ufficiale Ordine al merito della Repubblica italiana. Da tempo ammalato lascia la compagna di una vita l’amata moglie Melita, i figli Elio, Cristina, Francesco, Alba, le nuore, generi, nipoti e centinaia di amici, collaboratori, e conoscenti che hanno in questo lungo cammino avuto a che fare con lui. In viale 4 novembre al Tamerici e Principe oggi è un giorno triste. Gli anni sono passati, oggi è nonno e ha una bella testa di capelli grigi, ma rimane sempre il fratello piccolo. Eugenio Pancioli ha undici anni meno di Tullio, la sua voce è commossa.

«Oggi ho fatto pace con mio fratello Tullio – confessa Eugenio –. Noi Pancioli siamo dei caratteracci, ma buoni di cuore. Era un uomo forte, bravo, ha fatto tanto per questo paese. Con il calcio portò Montecatini in C2, presidente Apam, vanta onoreficenze importante, è stato consigliere comunali. Fu quasi sindaco. Oggi è una giornata triste come per tutta Montecatini, lo è ancora di più perdere un fratello. Era una presenza illustre nel turismo e nello sport. Ha avuto anche un albergo a Firenze» . Undici anni di differenza erano tanti. «Da ragazzi lavoravamo insieme al Tamerici. Tutti e due aiutavamo i genitori, è stato un lavoratore che ha avuto le sue soddisfazioni» .
La passione per il calcio. «Ho giocato nel Montecatini – racconta Eugenio –. Una volta mi ha portato a provare a fare il calciatore nella Roma, avevo 17 anni. Amava il calcio tanto quanto me, lo chiamavano il Presidentissimo. Ha portato il Montecatini a livelli altissimi. Sono stati anni di grande soddisfazione e di imprese memorabili. Dove c’è la sede dell’Apam Villa Merlini la fece acquistare lui quando era presidente dell’Apam. Siamo stati anche fra i soci fondatori di Montecatini Golf ». —
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