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Il presidente di Confcommercio: «Tre settimane ricoverato con la polmonite bilaterale»

Nicola Pieri finalmente sorridente nella sua tabaccheria di via Tripoli

Nicola Pieri ricorda i giorni del Covid. «È stata un’esperienza devastante. E allora consiglio a tutti: vaccinatevi»

MONTECATINI. Nicola Pieri con il Covid se l’è vista davvero brutta. «Un’esperienza devastante», definisce la malattia il titolare della nota edicola e tabaccheria di via Tripoli, e presidente di Confcommercio Montecatini.

E porta ancora dei postumi, a 15 mesi dalla guarigione: «Non respiro così bene durante la notte, pensavo di avere l’apnea notturna. Un controllo invece ha rilevato una bassa saturazione del sangue, che avverto soprattutto nelle ore di riposo. È una conseguenza del coronavirus. Adesso dovrò fare una serie di controlli dallo pneumologo».


Pieri è entrato all’ospedale San Jacopo di Pistoia – reparto Medicina 1, Setting D – il 16 marzo 2020. A 44 anni non ancora compiuti. Referto critico: polmonite bilaterale. In quel letto ci ha passato tre settimane, «e almeno quattro giorni con il “casco” per la ventilazione; insomma sono andato molto vicino ad essere intubato».

Racconta oggi quell’esperienza e crede di essere un miracolato. «La prima volta in ospedale che mi sono fatto la barba, ho fatto tre viaggi in bagno – ricorda – facevo due passi e respiravo a fatica. Non sono riuscito a mangiare per dieci giorni. Stavo a letto. Dormivo e pregavo».

Aggiunge: «Alla fine sono uscito dall’ospedale sulle mie gambe. Ma a chi ha dei dubbi, ai no vax, dico: vaccinatevi. Il virus esiste e non è selettivo, per uscirne tutti dobbiamo fare il vaccino».

Per il presidente di Confcommercio il ricovero è stata la prima battaglia, per fortuna vinta, contro il virus. Ma la guerra era ancora in corso.

Riprende:«Quando sono stato dimesso dall’ospedale in pratica non ero in grado di parlare e di stare al telefono. Mi stancavo subito. Rispondevo soltanto al medico di famiglia. Due parole e mi veniva una forte tosse, mi mancava il fiato. Ho passato venti giorni a casa tra letto e divano, mia zia mi lasciava qualcosa da mangiare fuori dalla porta dell’appartamento».

Guarito dal Covid e negativo ai vari tamponi, Pieri è uscito per la prima volta di casa il 28 aprile. Un mese e dodici giorni dopo dal ricovero al San Jacopo.

«Quel giorno ho preso l’auto, ho fatto 10 chilometri da casa mia a Larciano fino all’attività a Montecatini – dice – sono rimasto lì più o meno 20 minuti, parlando con qualche persona. E tornando a camminare. Uno sforzo immenso, come mai avevo provato. Quando sono rientrato ero stanchissimo, il mio fisico non mi sosteneva. Per quell’uscita di nemmeno un’ora, ho avuto ripercussioni per altri 15 giorni».

Il rientro al lavoro intorno al 20 maggio: «Come ritornare al mondo», sottolinea. Erano passati oltre due mesi dall’ingresso in ospedale. Non proprio come una passeggiata.

E non era finita. Perché Nicola Pieri per circa un mesetto ha frequentato la palestra di riabilitazione respiratoria alle terme Redi di Montecatini. Senza quegli esercizi per aumentare la capacità polmonare la sua lotta per sconfiggere il coronavirus sarebbe durata ancora più a lungo.

«E di quella polmonite bilaterale ho ancora i segni addosso – riflette – io sai quanti vaccini mi farei per evitare quell’inferno...». —

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