Montecatini tra le perle del patrimonio Unesco: è un bene dell’umanità

La città inserita nel “sito” collettivo che riunisce undici località termali d’Europa. L’emozione del sindaco Baroncini che ha voluto con sé anche Bellandi e Chelli

MONTECATINI. Sono le 14, 30 di un caldissimo luglio romano. È ufficiale: Montecatini Terme, unica città termale italiana, entra nella lista dell’Unesco. Le grandi città termali d’Europa da oggi sono ufficialmente un sito patrimonio mondiale Unesco. Oggi per Montecatini si scrive una pagina di storia.

C’era un giovane uomo vicino a un altro con più stagioni sulle spalle. Il futuro che non rinnega il passato. Due politici, l’ex sindaco Beppe Bellandi con il primo cittadino Luca Baroncini. «Ero veramente teso ed emozionato – confessa Baroncini – Ho voluto con me Bellandi. Eravamo entrambi commossi. Capisco ancora di più cosa possa aver provato lui che ha lavorato a tutto questo per otto anni. Siamo stati con il fiato sospeso fino all’ultimo anche se era un risultato ormai certo. È stato un momento di liberazione, applausi e gioia. È una testimonianza che la città, su obbiettivi così importanti, deve essere unita, la passione e l’amore per Montecatini non hanno divisione politica» .


Una rinascita con una grande occasione. «Abbiamo davanti una grande sfida, ma una opportunità di visibilità e riconoscibilità a livello mondiale con ripercussioni positive anche in termini potenziali per i flussi turistici e ritorno di immagine mediatico. Questa è la certificazione che Montecatini è una delle città termali più belle del mondo». Ieri alla sua 44ª sessione a Fuzohu in Cina la commissione intergovernativa del patrimonio mondiale ha deciso di iscrivere le grandi città termali d’Europa nella lista del patrimonio mondiale Unesco. Questo nuovo sito, patrimonio mondiale seriale transnazionale, è composto dalle più significative Terme d’Europa: Beden bei Wien in Austria, Spa in Belgio, Baden Baden, Bad Ems e Bad Kissingen, in Germania, Montecatini Terme in Italia, Bath in Inghilterra e Karlovy Vary, Marianskè Làzné e Frantiskovy Lazné nella Repubblica Ceca. Le grandi città termali d’Europa che sono state fondate intorno a sorgenti minerali naturali, tutte insieme costituiscono una testimonianza eccezionale del fenomeno della balneologia europea che raggiunse il suo periodo d’apice tra il XVIII secolo e i primi decenni del XX secolo. Un elemento caratteristico di questo fenomeno è la combinazione di terme all’aperto e all’esterno e di servizi terapeutici con un’ampia gamma di attività di svago riflesse in una specifica strutturazione di città termali e delle loro architettura.

«Siamo onorati, emozionati e orgogliosi per questo riconoscimento che certifica il valore di livello mondiale delle nostre Terme e del concetto di città termale – afferma Baroncini – opportunità anche in termini di visibilità e promozione turistica. Ho voluto con me al ministero a festeggiare l’ex sindaco Bellandi e l’ex consigliera Beatrice Chelli». Con l'iscrizione nel patrimonio Unesco secondo il sindaco, «non cambia niente nel percorso di apertura ai privati» delle terme, «il pubblico rimane in società e sarà predisposto un aumento di capitale aperto ai privati». —

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