L’esultanza incontenibile di Bellandi «Un risultato immenso per tutti noi»

montecatini. Beppe Bellandi non contiene la gioia, è felice per essere stato invitato da quello che chiama “il mio sindaco”. «E Montecatini Terme che è entrata nel patrimonio dell’Unesco – afferma l’ex sindaco Beppe Bellandi –– si dice che una nomination Unesco dà una rivalutazione urbanistica fino al 25 per cento del valore della città e questo ci obbliga ancora di più a comportarci in maniera rispettosa verso la nostra città e i suoi beni». L’avventura Unesco è iniziata con Bellandi. «Quando decidemmo nel programma presentato per il primo mandato di inserire questo sogno, cioè la candidatura Unesco di Montecatini Terme e delle sue Terme– ricorda l’ex sindaco –. Quando si scrive una cosa così grande poi ci si crede davvero. L’idea fu di Edoardo Fanucci» . Subitò si cercò di trasformare quello che era un sogno in realtà. «Abbiamo cominciato abbastanza presto mi sembra nel 2010 mentre io portavo Montecatini nell’itinerario culturale europeo. Beatrice Chelli andò insieme a Monica Galluzzi a Baden Baden per seguire un convegno sul termalismo e tornarono ancora più convinte della possibilità di candidare una città come la nostra per la sua storia e le sue bellezze all’Unesco. Nel frattempo mi informavo del significato di fare un percorso di questo tipo e capì che come candidatura singola era praticamente impossibile in tempi corretti, perché all’Italia viene concesso un sito all’anno e c’erano già oltre 45 richieste. L’altra possibilità era quella di una candidatura di tipo transnazionale dove nazioni in questo caso comuni di nazioni diverse si univano per portare avanti un progetto. Che crebbe, lavorando in Etta per sei anni come presidente conobbi amici di altre città che già da soli volevano fare questo percorso, come il triangolo della Boemia, Carlo Vivari o anche Vichy, c’era Bath nel gruppo Etta che era già città Unesco. Dopo aver parlato con la mia amministrazione decidemmo che l’anima e la persona che avrebbe seguito il percorso sarebbe stata la consigliera Beatrice Chelli. Come sindaco insieme a Beatrice abbiamo fatto questo lungo percorso. Ci sono stati momenti difficilissimi, perché siamo l’unica città italiana e non è facile essere accolti a braccia aperte da Francia, Spagna, Germania, Austria. Però piano piano abbiamo imposto anche per la bellezza di Montecatini e per la sua storia la nostra candidatura insieme agli altri e abbiamo conosciuto delle persone che hanno contribuito in maniera fondamentale, Claudia Massi con l’Università di Firenze, Adele Cesi, Francesca Riccio, funzionaria dell’ufficio del ministero del Mibac che hanno trascinato tutto il gruppo tecnico scientifico che lavorava per questa candidatura. Abbiamo avuto l’ispezione degli ispettori di Unesco che hanno riconosciuto la bontà del nostro sito. È vero, ci sono anche tante cose che non vanno, ma aver raggiunto una nomination Unesco, e oggi al Ministero ne abbiamo toccata l’importanza non solo per Montecatini, ma per tutta l’Italia, è un onore e un risultato immenso». —

Simona Peselli


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