Valdinievole alle Olimpiadi, forza Gabriele Rossetti

Gabriele Rossetti

Il tiratore di Ponte Buggianese, campione olimpico nello skeet a Rio nel 2016, è l’uomo da battere anche in Giappone: prima gara in programma alle 3 del mattino di domenica 25 luglio

PONTE BUGGIANESE. Fra i protagonisti più attesi nello squadra azzurra di tiro a volo alle Olimpiadi in Giappone - cominciate venerdì 23 luglio -  c’è ovviamente il valdinievolino Gabriele Rossetti, l’uomo da battere, campione olimpico a Rio - nel 2016 - nella categoria Skeet. Intanto va detto ha vissuto l’anno aggiuntivo di attesa abbastanza serenamente e con la giusta filosofia. Rossetti sosterrà la sua prima gara nella primissima mattina di domenica 25 luglio, alle 3. «Questa maledetta pandemia – ha detto – ci ha comunque messo tutti quanti sullo stesso piano e dal mio punto di vista personale è stata l’occasione, per allenarsi ancora di più ed ampliare il bagaglio di esperienze. Sono tranquillo perché so di aver lavorato bene e spero di non tornare a casa a mani vuote». Questa disciplina quasi ascetica, basata molto sulla massima concentrazione e sul religioso silenzio fino all’esecuzione del tiro, forse sarò fra quelle che risentirà meno dell’assenza del pubblico sulle tribune. «Sta tutto nell’equilibrio interno di ciascun atleta che deve in ogni caso isolarsi dal mondo esterno o farsi comunque influenzare nel minor modo possibile, che sia un'Olimpiade o un’altra manifestazione».

Intanto prima dei Giochi a cinque cerchi, e dopo il successo ai campionati italiani 2020, Rossetti ha messo in bacheca il titolo di campione europeo che mancava nel suo prezioso e pingue palmarès.


«I successi ottenuti danno morale e motivazioni e dicono che il percorso intrapreso è quello giusto. Però poi nello sport e nella vita occorre rimettersi in gioco ogni giorno. E vero, quello che è scritto rimane come una medaglia di un trofeo. Tuttavia fa parte del passato. Conta sempre il presente.

Sulla lista degli avversari da temere, non nutre alcun dubbio come si evince dalla risposta. «È sempre una perenne lotta contro se stessi unita ad un semplice fattore matematico – sentenzia –, se rompi un piattello in più di chi sfida in pedana vinci. Dunque chi sbaglia meno vince sempre. Magari un piattello mancato, sosteneva mio padre (grande indimenticato campione, nda) ti spinge a capire dove hai commesso l’errore, e se riesci a scoprirlo non lo ripeterai più».

Passando alle potenzialità della forte e coesa squadra Italiana di Skeet, Rossetti resta molto pragmatico. «È una gara secca, soggetta a tante variabili, dallo stato di forma dei singoli alle condizioni metereologiche ottimali. Però è chiaro che tutti ci temono». In bocca al lupo. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA