Lavoratori della Spiga di Grano dichiarano lo stato di agitazione

A rischio la raccolta di rifiuti ingombranti a Montecatini e in diversi altri comuni della Valdinievole se non interverrà un accordo

PIEVE A NIEVOLE. A rischio la raccolta dei rifiuti ingombranti nei comuni di Montecatini Terme e limitrofi. I lavoratori della cooperativa sociale La Spiga di Grano, che per Alia si occupa del ritiro dei materiali ingombranti, hanno deciso, dopo essersi riuniti in assemblea, di dare inizio a uno stato di agitazione.

A darne notizia è Simone Pialli, segretario generale della Fisascat Cisl Toscana Nord. «Questi ragazzi – spiega il sindacalista – svolgono un lavoro che oltre ad essere molto duro da un punto di vista fisico, ha una finalità di pubblico interesse, si sono rivolti a me a maggio lamentando una serie di problematiche, legate soprattutto all'orario di lavoro. Il quale, a causa la carenza di personale, rischia quasi quotidianamente di andare ben oltre la normale distribuzione giornaliera. Oltre a questo, ci sono problemi che concernono la busta paga, i livelli di inquadramento, e in ultimo un piano ferie che benché siamo alla fine di luglio non è stato ancora pubblicato».


Lo stato di agitazione si è reso necessario «poiché da maggio a oggi – continua Pialli – la cooperativa ci ha ricevuto un'unica volta. Ed è stato un incontro infruttuoso poiché la stessa, benché avesse preso l'impegno di darci delle risposte in tempi stretti, è a oggi latitante verso le nostre sollecitazioni».

«Non è nostra intenzione – scandisce Pialli – creare un disagio fine a se stesso alle comunità interessate dal servizio (che sono, oltre a quella di Montecatini Terme, Marliana, Pieve a Nievole, Ponte Buggianese, Lamporecchio, Larciano, Chiesina Uzzanese, Buggiano, Uzzano e Pescia), ma chiediamo però che vengano riconosciuti i diritti di questi ragazzi che, quotidianamente, svolgono con abnegazione e impegno il loro lavoro».

«Abbiamo chiesto alla prefettura di Pistoia – conclude – di attivare le procedure di raffreddamento e conciliazione che sono previste dalla legge per un servizio essenziale come questo, ma se anche tale tentativo dovesse fallire non ci rimarrebbe altro che ricorrere allo sciopero». —