È la viabilità in Valdinievole il freno principale delle aziende

Il nuovo presidente degli artigiani Cna, Paolo Bonelli, indica le carenze infrastrutturali che rallentano la ripresa. A cominciare dal casello dell’autostrada

Luca Signorini

MonTECATINI. È la viabilità il problema principale della Valdinievole, in ottica sviluppo futuro. Mancata manutenzione, strade a mezzo servizio, camion che si perdono tra le case, provocando disagi e malumori. A sollevare la questione è il nuovo presidente di Cna Valdinievole, Paolo Bonelli, titolare della Bp Cartotecnica di Borgo a Buggiano. «Il tema delle infrastrutture è centrale per l'economia della zona – dice Bonelli – noi faremo la nostra parte per sollecitare le istituzioni a risolvere le maggiori criticità».


Fa l'elenco: «Innanzitutto la mancanza della rotatoria all'uscita del casello autostradale di Montecatini: ci vuole un impegno concreto per ottenere finalmente l'opera. Poi, sul territorio di Pescia, ci sono il ponte del Marchi chiuso, il ponte degli Alberghi che un giorno c'è e l'altro no, il ponte all'Abate con senso unico e divieto per i camion. Inoltre, anche il ponte sopra l'autostrada A11 tra Casabianca (Ponte Buggianese, nda) e Pittini (Borgo a Buggiano, nda): lì due mezzi pesanti insieme non ci passano».

Non manca il riferimento al raddoppio della ferrovia tra Pistoia e Pieve a Nievole: «Il Comune di Montecatini dovrà trovare una soluzione ai passaggi a livello che resteranno chiusi molto più spesso di adesso, con la città quasi sempre divisa in due. Rilancio l'ipotesi del progetto che prevede la realizzazione di due sottopassi carrabili e pedonali, uno in zona stazione piccola e l'altro in via Tripoli. È davvero l'occasione per creare una vera area metropolitana con Firenze, Prato e Pistoia: Montecatini potrebbe aumentare i suoi residenti e anche il giro d'affari per tutti».

Affari che in Valdinievole ancora non decollano dopo l'anno nero del 2020. «La crisi che già c'era è stata esasperata dal Covid – afferma l'imprenditore – il lavoro è diminuito molto, ci sono sempre malumori tra gli operatori e poca tranquillità nei lavoratori e nelle famiglie. Restano molti punti interrogativi. Ne usciamo malridotti, ma in qualche modo dobbiamo reagire».

In media, le imprese artigiane del territorio hanno perso il 20 per cento del fatturato rispetto al 2019, ma neppure quello è stato un anno d'oro. «La Valdinievole, più di altre zone, ha sofferto molto la mancanza di turismo e la forte frenata del settore della ristorazione – prosegue Bonelli – la crisi di questi due comparti si è portata dietro nella tendenza negativa tutte le attività collegate e dell'indotto. Per esempio la mia azienda che produce imballaggi per i prodotti alimentari, come vassoi per pasticceria e confezioni per la pizza. Inoltre, resta difficile reperire alcune materie prime: carta per scatoloni e colla su tutte».

Mettersi alle spalle l'emergenza sanitaria per tentare di tornare in linea con il 2019, e magari provare a crescere. «Al momento la ripresa dei consumi si avverte soprattutto fra i giovani, c'è voglia di uscire e di riprendere una vita normale – chiude il nuovo presidente di Cna – ma è ancora prematuro parlare di una vera ripartenza. La strada è tuttora in salita. Abbiamo ottimismo, ma per recuperare il terreno perso e determinati ritmi di lavoro ci vorrà tempo. E non sarà facile». —

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