Aironi, ibis e cormorani sempre più numerosi in Padule e nel lago di Sibolla

Una Volpoca con i suoi pulcini in Padule

Ripreso il monitoraggio dei nidi da parte del Centro di ricerca di Castelmartini. Nessun avvistamento però della Salciaiola, già a rischio 

CASTELMARTINI. Dopo lo stop imposto nella primavera 2020 per effetto del rigido lockdown, il Centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio ha ripreso quest’anno le attività di monitoraggio degli uccelli nidificanti nel Padule e nel Lago di Sibolla. Le attività di monitoraggio, effettuate con metodi standard su scala geografica diversa, rappresentano un aspetto fondamentale della gestione della fauna selvatica. Grazie a esse è possibile definire lo stato di conservazione delle diverse specie e degli habitat utilizzati e disporre dei necessari elementi di conoscenza per pianificare misure e azioni volte a migliorare le condizioni rilevate. Queste attività, che sono autorizzate dalla Regione Toscana e svolte da personale qualificato del Centro, con il supporto di alcuni volontari formati, hanno consentito di confermare una significativa espansione numerica di varie specie rare di recente colonizzazione, ma anche di rilevare purtroppo la scomparsa di una specie, la Salciaiola, considerata “in pericolo” in Italia.

Cominciamo dalle buone notizie, che provengono soprattutto dai grandi uccelli coloniali (aironi, ibis e cormorani) i cui censimenti sono svolti in collaborazione con il Centro ornitologico toscano. Anche se per avere dati numerici precisi occorrerà attendere il conteggio dei nidi (effettuato alla fine riproduzione per non disturbare gli animali), i rilievi compiuti consentono già di stimare in alcune decine le coppie riproduttive di Spatola e di Mignattaio.


Buone notizie anche a proposito dello Svasso maggiore (numero record di coppie nidificanti nell’area delle Morette) e delle anatre selvatiche: sono state rilevate le riproduzioni certe di Germano reale, Moriglione e Volpoca e le riproduzioni probabili di Alzavola, Canapiglia e Mestolone.

Un dato di segno decisamente opposto riguarda invece i piccoli passeriformi del canneto, e in particolare la specie più rara fra quelle nidificanti: la Salciaiola. Per queste specie, molto elusive, le attività di censimento si basano sull’ascolto del canto dei maschi territoriali.

La Salciaiola è una specie molto esigente nella scelta dell’habitat di nidificazione, prediligendo cariceti e canneti ben strutturati; l’ultima sua roccaforte nel Padule risiedeva da diversi anni in alcuni canneti nella parte meridionale dell’area Righetti. –

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