Ancora nubi sopra il Padule Ora preoccupa il “tappo” di sabbia

PONTE BUGGIANESE. Il Padule di Fucecchio focolaio di polemiche difficilmente sanabili. Di frequente si ripresentano aspri battibecchi su lavori non fatti, modelli di gestione, competenze. Sullo sfondo i dissidi tra chi non ha punti d'incontro e nemmeno li cerca: ambientalisti e proprietari (e sovente anche cacciatori). Gli ultimi interventi si trascinano dopo l'intervista rilasciata al Tirreno dal presidente del Consorzio di bonifica Basso Valdarno, Maurizio Ventavoli. La più recente nota è del sindaco di Ponte Buggianese Nicola Tesi, che a proposito del “tappo” di sabbia e detriti alla confluenza del Pescia di Collodi e del canale del Capannone, in località Anchione, dà la colpa proprio al Consorzio che, negli scorsi anni, effettuava l'intervento di escavazione prima del 10 agosto. «L'opera tassativamente dovrà essere anticipata – scrive Tesi – l’escavazione sarà pertanto eseguita nel mese di giugno attraverso una Vinca (Valutazione incidenza ambientale), con valenza quinquennale, che il Consorzio stesso dovrà presentare agli uffici regionali e per la quale abbiamo avuto un’interlocuzione regionale». Tesi chiede poi alla Regione «un vero cambio di passo, affinché la gestione dell'area palustre sia affidata a una cabina di regia gestita direttamente dal presidente Giani e dal suo staff». Si diceva poi dello scontro tra ambientalisti e cacciatori. Gli Amici del Padule di Fucecchio hanno scritto all'assessore all'ambiente della Regione, Monia Monni, dicendosi contrari proprio all'intervento di escavazione, che a parer loro «consiste in una sottrazione di habitat palustre, cioè in una vera e propria opera di bonifica a carico di un'area del Padule, denominata il Golfo». «Nell'area – affermano – hanno soggiornato per molti mesi branchi costituiti da numerosi fenicotteri (fino a circa 180 individui), e che varie altre specie di uccelli acquatici hanno scelto l'area per la nidificazione. Per tale motivo quest’area è stata anche oggetto di un vero e proprio pellegrinaggio di fotografi e appassionati di birdwatching». Dal canto loro, i proprietari dell'associazione Il Padule annunciano un esposto in Procura se non verrà effettuata l'escavazione, lavoro capace di liberare i terreni privati sui quali il materiale si è depositato, impedendo la coltivazione. «Il prossimo anno la Regione anziché ripianare gli ennesimi buchi di bilancio del Centro di ricerca e documentazione, indennizzi i proprietari dei terreni allagati», sottolineano. Un'altra questione la solleva il sindaco di Ponte: «Voglio ricordare agli Amici del Padule che l'Osservatorio delle Morette è da sempre fruibile, e che le chiavi della struttura sono in possesso al personale del Centro di ricerca e documentazione». —

Luca Signorini


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