Ponte all’Abate, in arrivo i soldi per i lavori

Verifiche alla base di un pilone del Ponte all'Abate

Dalla Regione Toscana 900mila euro per la struttura di Pescia ora utilizzata a mezzo servizio

Pescia. Arrivano i soldi per la messa in sicurezza del ponte all'Abate, appena fuori l'abitato di Collodi, crocevia di tir e auto sulla regionale Lucchese. A stanziarli è la Regione Toscana: 900mila euro (100mila per la progettazione e 800mila per l'intervento) «per riportare alla piena transitabilità il ponte», sottolinea il consigliere regionale Pd Marco Niccolai nel dare l’annuncio.

«In questi tre mesi mi sono confrontato più volte con l'assessore regionale alle Infrastrutture Stefano Baccelli e con la struttura tecnica della Regione – aggiunge– adesso la Provincia di Pistoia (che ha la gestione del tratto, nda) ha gli strumenti e tutte le risorse che ha richiesto per intervenire».


Il ponte all'Abate è a mezzo servizio dal 16 aprile 2020: in pieno lockdown scattò il senso unico alternato di marcia sopra il fiume Pescia. Provvedimento precauzionale con divieto di transito dei camion, poi consentito dopo un paio di mesi (nel giugno dello scorso anno) ai mezzi pesanti fino a un carico massimo di 26 tonnellate. I cartelli ci sono da allora, e con questi i disagi alla viabilità su una strada assai trafficata, vicina com'è alla zona delle cartiere.

La Provincia aveva dato incarico al dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa e al Laboratorio per le esperienze sui materiali da costruzione di verificarne la stabilità e quantificare i costi per il consolidamento strutturale. Residenti e commercianti – insieme ad alcuni consiglieri comunali dell’opposizione pesciatina – non avendo riscontri sulle condizioni del ponte, nell'aprile scorso avevano dato vita a un brindisi sul posto per sollecitare le istituzioni a muoversi. A distanza di tre mesi, ecco i soldi.

«Con questo finanziamento si arriva a ben un 1 milione di finanziamenti della Regione per affrontare le questioni della viabilità di Collodi – evidenzia Niccolai – non ho notizie di altre amministrazioni che abbiano fatto uno sforzo finanziario simile». —

L.S.

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