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Muore a 28 anni in moto contro un camion: tra un mese sarebbe diventato padre

Junior Amir Mesic che si prende cura della sua amata motocicletta Kawasaki e alcuni amici appoggiano un mazzo di fiori sulla rete

Pescia, inutile la corsa nella notte dei mezzi di soccorso sulla via Romana: l'uomo è morto sul colpo. Una famiglia segnata dai lutti

PESCIA. Un'altra morte sulla via provinciale Romana, tra Pescia e Chiesina Uzzanese. È la strada dei lutti. Due vittime (e tre feriti) in un frontale nel novembre scorso (ne parliamo nell'articolo sotto). E ieri a perdere la vita è stato un ragazzo che tra due settimane, il 28 luglio, avrebbe compiuto 28 anni. Junior Amir Mesic tra un mese sarebbe anche diventato padre. Non conoscerà mai suo figlio. Origini brasiliane, nato a Pescia e pesciatino da sempre, da qualche tempo conviveva con la compagna a Buggiano. La notizia della tragedia ha raggiunto i familiari nella notte tra martedì e ieri.

Mancavano pochi minuti alle due. Mesic stava viaggiando in direzione di Chiesina in sella alla sua moto Kawasaki 750, di cui era grande appassionato. All'altezza del ristorante da Zaira, tra gli Alberghi e Pesciamorta, ha perso il controllo del mezzo, uscendo dalla carreggiata e salendo con le ruote sul cordolo laterale. Non ci sono altri veicoli coinvolti, che in qualche modo possano aver provocato l’incidente. Da chiarire il motivo della disattenzione che si è poi rivelata fatale. Il giovane è così andato a finire in una piazzola di sosta dove era parcheggiato un camion. Violento e letale l'impatto con il tir. Il 28enne è sbalzato dalla sella e ha sbattuto con la testa sul paraurti posteriore del mezzo pesante, che porta i segni della collisione. È morto probabilmente sul colpo.


«Quando siamo arrivati, dopo pochi minuti dall'accaduto, il ragazzo era già privo di vita. Era disteso sull'asfalto dietro il camion, in un grande pozza di sangue», racconta un soccorritore della Pubblica Assistenza di Pescia, arrivato sul posto a bordo di un'ambulanza insieme all'automedica inviata da Lamporecchio.

I carabinieri della stazione cittadina lavorano per ricostruire l'esatta dinamica dell'incidente e avere certezze sulla causa della morte. Sembrano però esserci pochi dubbi. Il proprietario del camion, che abita nelle vicinanze e insieme alla moglie era ancora sveglio a quell'ora di notte in attesa del rientro a casa della figlia, ha sentito il rombo della moto avvicinarsi e poi un forte botto provenire dalla strada. Insieme ad altre persone che sopraggiungevano poco dopo, ha subito avvertito il 118. Ma per il centauro non c'era più nulla da fare, inutile ogni tentativo di rianimazione su un corpo ormai privo di vita. Il cuore aveva già smesso di battere.

Il punto della provinciale dove è avvenuto l'incidente presenta parecchie insidie. Provenendo da Pescia, dopo un lungo tratto rettilineo c'è una semicurva non molto visibile soprattutto durante la notte. L'illuminazione è scarsa. Eppure Mesic quella strada la conosceva bene, come raccontano alcuni amici che già ieri mattina erano sul luogo della tragedia per lasciare dei fiori in ricordo del coetaneo.

Non hanno tanta voglia di parlare. Il 28enne si era diplomato all'istituto Pacinotti di Pescia e poi aveva cominciato a lavorare in bar e locali della zona. Per un periodo era stato dipendente della pasticceria Mariani di Ponte all'Abate. Aveva fatto anche diverse stagioni estive all'isola d'Elba, come barman e cameriere. Era appassionato di moto e di palestre, che frequentava regolarmente per tenersi in forma. In molti lo ricordano a passeggio con il suo rottweiler. La sua vita è stata segnata dai lutti. Dieci anni fa ha perso la sorella 16enne. Quando aveva tre anni ha dovuto piangere la scomparsa del padre. Entrambi i familiari sono stati vittime di incidenti stradali. L'altra notte la via Romana si è portata via anche lui. —

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