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Ridurre la tassa di bonifica, in Valdinievole la battaglia è alla resa dei conti

Pietro Neri durante un’assemblea sulla tassa di bonifica

Cominciano oggi i lavori della commissione che dovrà realizzare l’obiettivo.  È il frutto di una lotta condotta da anni che ha fatto cadere i vertici del Consorzio

VALDINIEVOLE. C'è ancora speranza nel tentativo di ridurre l'importo della tassa di bonifica, che dal 2017 è in alcuni casi triplicata per i contribuenti della Valdinievole. Oggi, dopo oltre due anni dal rinnovo dell'assemblea del Consorzio di bonifica Basso Valdarno, cominceranno i lavori della commissione che ha in animo la revisione del Piano di classifica sul quale le aliquote vengono calcolate. «Una tariffa che ha visto penalizzata la Valdinievole e che deve essere cambiata: un impegno elettorale che intendiamo mantenere», fanno sapere i Consorziati Valdinievole, prima comitato e in seguito espressione di candidati in lizza per il voto consortile del gennaio 2019. I Consorziati tra l'altro trovano sponda nel presidente del Basso Valdarno, Maurizio Ventavoli, valdinievolino anche lui. Una circostanza non da poco che è anzi da sfruttare a proprio favore.

«Cercheremo di portare in fondo l'impegno che ci siamo presi di riequilibrare la tariffa e renderla equa per tutti i territori gestiti dall'ente consortile (che ha la sede centrale a Pisa, nda). Io farò parte della commissione», dice Pietro Neri, membro eletto e, insieme a Gino Biondi, tra gli animatori dell'originario comitato che da quattro anni a questa parte ha all'attivo assemblee pubbliche, raccolte firme e una battaglia politica che ricomincia nella sede opportuna (alimentata anche da alcuni sindaci, come quello di Buggiano Daniele Bettarini, e come l'ex primo cittadino di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani).


La riunione di oggi avrà risvolti tecnici (dovrà essere nominato un presidente, per esempio) e probabilmente non entrerà ancora nel merito della questione. Sul tavolo c'è comunque uno studio dell'Università di Pisa sul quale fare riferimento per rendere la tassa di bonifica più sostenibile per tutti, nostro territorio compreso. «Vorremmo arrivare al risultato prima dell'emissione delle prossime bollette, previste a novembre – precisa Neri – speriamo che l'unità d'intenti emersa a livello di Consorzio, contraddistingua anche la commissione che lavorerà sul Piano di classifica». Il ritardo nell'affrontare l'argomento è dovuto alla priorità che si è dato il Basso Valdarno – ovvero ripartire con i lavori in maniera diffusa sugli oltre 200mila ettari di superficie e 4.172 chilometri di reticolo idraulico in gestione – ci si è messa poi l'emergenza sanitaria e tutte le restrizioni conseguenti. «Adesso ci daremo un calendario dei lavori – aggiunge Neri – il tempo stringe, dobbiamo farcela entro novembre».

L'obiettivo è tornare alla tariffa applicata quando il Consorzio era del Padule di Fucecchio, che insieme a Valdera e Fiumi e Fossi nel 2014 è confluito nel Basso Valdarno. L'ente appena costituito, già nel 2016 ha inviato ai contribuenti della Valdinievole bollette gonfiate, a vantaggio del territorio pisano. È iniziata così la lotta del comitato. Che si è fatto sentire eccome, contribuendo in buona misura al commissariamento della precedente assemblea consortile, con la Regione Toscana che ha destituito l'allora presidente Marco Monaco, costringendo in pratica alle dimissioni il direttore generale Giovanni Bracci. Un anno di gestione commissariale ha portato poi a nuove elezioni. —

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