Ospedale di Pescia con poco personale, «Serve un piano di assunzioni»

Un corridoio dell’ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia (Foto Nucci)

Il sindacato Nursind lancia l’allarme ma non si stupisce dell’emergenza organico. «Reparti allo stremo, d’estate è sempre così. Regione e Asl devono intervenire»

PESCIA. Sulla carenza di organico degli operatori sanitari all’ospedale di Pescia (ma la situazione è la stessa anche al San Jacopo di Pistoia), il sindacato degli infermieri Nursind non si stupisce più di tanto. «Nulla di nuovo: il fatto si ripresenta tutte le estati», sottolinea la segretaria provinciale Rosa Scelta, che ha già denunciato in passato la questione. «La nostra condizione, e quella dei medici e degli Oss, è precaria da diversi anni – aggiunge – adesso si è aggravata a causa della pandemia, che ci ha costretto a turni massacranti nell’ultimo anno e mezzo. Facciamo i salti mortali per avere garantite le ferie in questo periodo estivo».

Per il Nursind, Regione e Asl Toscana Centro «non hanno mai avviato un piano serio di assunzioni per colmare le lacune che emergono e per ridurre la sofferenza che si avverte in molti reparti». Al Cosma e Damiano di Pescia in crisi ci sono soprattutto la chirurgia, la pediatria e neonatologia, l’ostetricia e ginecologia, e anche l'area di ortopedia. Difficile smaltire le ferie arretrate e i giorni di riposo saltati negli ultimi mesi, in più la reperibilità notturna e nei festivi non è assicurata da tempo. Adesso anche la guardia medica ha subito riduzioni e non è operativa 24 ore su 24 nelle quattro sedi attive in Valdinievole, Pescia (che serve i comuni di Uzzano, Buggiano e Chiesina Uzzanese), Montecatini, Monsummano e Lamporecchio.


I dottori sono presenti a turno e in parecchi casi la loro attività non va oltre un semplice consulto telefonico. La maggior parte dei pazienti si rivolge così al 118, con la linea che va in tilt, e al pronto soccorso, sovente affollato negli accessi. Nella zona ospedaliera di Pescia c’è poi un ulteriore problema da affrontare, che il Nursind ha già segnalato con una lettera al Comune (ed è ancora in attesa di una risposta), con l'intenzione di rivolgere un’istanza al difensore civico territoriale, per far valere sacrosante ragioni. Il problema è quello dei parcheggi che mancano: il posto auto in sostanza non è assicurato a tutto il personale in servizio nel presidio sanitario. «Non ci sono stalli riservati per i dipendenti – dice Rosa Scelta – devono infatti pagare un abbonamento mensile alla Pepar (la società che ha in gestione il parcheggio di fronte all’ingresso dell'ospedale, nda), ma nonostante questo il posto non è affatto garantito. L’area di sosta è sempre piena e i colleghi devono spesso lasciare l'auto lontano dal posto di lavoro. Chiediamo almeno di avere questo beneficio, se così si può chiamare. Purtroppo il Comune di Pescia nemmeno ha risposto alla nostra richiesta».

A metterli in fila, i disagi che lamentano gli operatori sanitari riempirebbero parecchi fogli bianchi. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA