Pescia, mancano medici e infermieri: l’ospedale rischia il collasso

L'interno dell'ospedale di Pescia

Sos dell’amministrazione comunale ai vertici di Regione e Asl: «Situazione inaccettabile per ferie e riposi saltati durante l’emergenza Covid»

PESCIA. Sarà un’altra estate di grande sofferenza per l’ospedale di Pescia e per la sanità territoriale. Le carenze di organico di infermieri e medici (e anche di operatori socio-sanitari) già note e denunciate dai sindacati, da qui in avanti si faranno ancora più sentire per lo smaltimento delle ferie arretrate e dei giorni di riposo saltati, i periodi di malattia, le reperibilità non assicurate dopo il gran lavoro nel pieno dell’ultima ondata del Covid-19, emergenza adesso in costante flessione.

C’è poi il caso del servizio di guardia medica, che ha subito una riduzione soprattutto nelle ore notturne e nei giorni prefestivi e festivi (e non è la prima estate che accade). In sostanza, i medici si alternano in turni tra Pescia (che serve anche i comuni di Uzzano, Buggiano e Chiesina Uzzanese), Montecatini, Monsummano e Lamporecchio. Le quattro sedi non sono però coperte contemporaneamente e finisce che l’assistenza domiciliare non è assicurata 24 ore su 24, ma in parecchi casi si limita a un semplice consulto telefonico. Così i cittadini sono spinti a chiamare il 118, intasando le linee e mandando in tilt la macchina dei soccorsi.


Per questo, martedì 6 luglio, il Comune di Pescia ha inviato una lettera al presidente della Regione Eugenio Giani, all’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini e al direttore generale dell’Asl Toscana centro Paolo Morello Marchese.

«La giunta municipale ha appreso della riduzione del servizio di guardia medica – scrive l’amministrazione – Va da sé che questa situazione si sia subito ripercossa sul servizio del 118, rischiando così di determinare ulteriori problemi al servizio di emergenza anche su situazioni di non necessità di ricovero. Se analizziamo questa situazione insieme alla annunciata riduzione dei servizi ospedalieri per tutto il periodo estivo, mai successo in passato, con il trasferimento di alcune prestazioni all’ospedale di Pistoia, si presenta una situazione per noi francamente inaccettabile, che rischia di compromettere pesantemente la funzionalità dell’ospedale Cosma e Damiano».

«Non può bastare la giustificazione, che abbiamo sentito, che non ci sono medici – prosegue – perché se anche così fosse si tratta di una situazione che poteva essere gestita preventivamente».

Nella lettera si chiede un incontro urgente «per tutelare la funzionalità dell’ospedale e con essa il diritto alla salute dei pesciatini e di tutti quelli, in Valdinievole e nella piana di Lucca, che usufruiscono delle sue prestazioni sanitarie».

Al Cosma e Damiano, in sofferenza sono soprattutto i reparti di chirurgia, pediatria e neonatologia, ostetricia e ginecologia, e ortopedia. In pratica, per mezzo ospedale sarà un’estate difficile. —

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