Rinaturalizzazione del Padule, cantiere in funzione dall’inizio di luglio

Maurizio Ventavoli, presidente Consorzio bonifica Basso Valdarno

Previsti lavori di ricavatura nel canale del Capannone e su altri fossi minori. Poi saranno ristrutturati gli argini nelle aree naturali Righetti e delle Morette

Luca Signorini

Ponte Buggianese. La quarta fase dell’opera di “rinaturalizzazione” del Padule di Fucecchio comincerà a luglio. Gli sfalci sugli argini sono in corso. Per la messa in sicurezza della riserva naturale Righetti serve un parere ambientale, comunque l’intervento partirà non più tardi del 10 agosto. Stessa data per la ricavatura dei fossi alla confluenza tra la Pescia di Collodi e il canale del Capannone.


Il presidente del Consorzio di bonifica Basso Valdarno, Maurizio Ventavoli, fa il punto sui lavori all’interno dell’area umida. Sono numerosi i fronti aperti, alcuni dei quali hanno alimentato polemiche nelle ultime settimane. Per esempio la questione dell’area Righetti, dove sono in cattivo stato le passerelle in legno che portano all’Osservatorio delle Morette. E dove la vegetazione è infestante. Motivi per i quali la riserva è off limit alle visite guidate. «Servono poche migliaia di euro, abbiamo già stanziato i soldi – dice Ventavoli – in questi giorni è arrivata l’autorizzazione in deroga da parte della Regione, ma condizionata dalla presentazione di una relazione che accerti l’assenza di ostacoli ambientali, per esempio di nidificazioni. Stiamo affidando l’incarico a un tecnico: se l’analisi è positiva possiamo partire con i lavori prima del previsto. Altrimenti l’intervento sarà effettuato dal 10 agosto, come impone la normativa regionale per tutti i lavori in Padule».

Poi il “tappo”, fatto di sabbia e detriti, che non permette all’acqua di scorrere come dovrebbe tra la Pescia di Collodi e il canale del Capannone, all’altezza della Dogana nella frazione di Anchione, a Ponte Buggianese. Una sorta di argine naturale non voluto: finisce che il materiale si depositi nei campi sui lati, dove i proprietari non possono seminare se non dopo aver “asciugato” i terreni per proprio conto e a proprie spese. «Anche in questo caso abbiamo chiesto l’autorizzazione in deroga all’ufficio ambiente regionale – fa sapere il presidente dell’ente consortile – ma ancora non ci è stata accordata».

Sono già partite invece le operazioni di sfalcio e pulizia sugli argini di torrenti e canali: «Ce lo chiedono i sindaci per permettere alle persone di andarci a camminare, anche se sarebbe vietato dalla legge», sottolinea Ventavoli.

Quindi il maxi intervento di “rinaturalizzazione” del Padule, una serie di opere idrauliche straordinarie finanziate con 5 milioni di euro dalla Regione, iniziate nel 2018. L’obiettivo è la sistemazione dei corsi d’acqua e la conservazione dell’ecosistema palustre. Il cantiere si aprirà il 1° luglio per chiudersi a fine agosto, prima dell’avvio della stagione di caccia. «Siamo a buon punto, entro i termini stabiliti – afferma il presidente del Basso Valdarno – quest’estate, in particolare, si tratta di fare ricavature sul canale del Capannone, sul fosso della Croce e sul Canaletto. Poi lavori di ripristino degli argini nelle aree Righetti e Morette. E la manutenzione delle “chiusure” (cioè piccole dighe, nda) che regolamentano il flusso dell’acqua».

«La rinaturalizzazione – chiude Ventavoli – va a compensare l’apporto minore di acqua in Padule con la costruzione del “tubone” e la dismissione di 15 piccoli impianti di depurazione». —

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