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Soldi dimenticati in 100 conti “dormienti”, i titolari e gli eredi possono richiederli

Sono stati segnalati dagli istituti di credito al Consap che gestisce il fondo. Ecco a chi sono intestati e in quali banche

MONTECATINI. Sono 83 i titolari di rapporti diventati “dormienti” nel 2020 in Valdinievole. Un totale di cento - alcuni ne hanno intestati più di uno - tra conti correnti, libretti di risparmio sia bancari che postali, certificati di deposito, buoni fruttiferi postali, obbligazioni, fondi di investimento e azioni. Rapporti che gli istituti di credito dove erano stati depositati, senza che venissero più movimentati negli ultimi dieci anni, hanno girato in un fondo ad hoc gestito da Consap, la società partecipata a cui il ministero delle Finanze nel 2010 ha affidato appunto le domande di rimborso dei cosiddetti “conti dormienti”.

Proprio Consap ha pubblicato l’elenco dei titolari, che adesso avranno altri dieci anni di tempo per poter tornare in possesso dei soldi. Ogni anno sono centinaia i rapporti di risparmiatori degli undici comuni della Valdinievole che finiscono in stato di dormienza, nonostante gli istituti abbiano avvisato preventivamente i titolari della situazione. In moltissimi casi si tratta di depositi postali o bancari aperti da persone ormai decedute, dei quali gli eredi non sanno niente e che rischiano di essere definitivamente persi. Sì, perché una volta che i soldi sono stati affidati a Consap c’è tempo dieci anni (in questo caso fino al 2030) per reclamarli prima che vengano definitivamente acquisiti dall’Erario e non sia più possibile rientrarne in possesso. La società partecipata dal ministero pubblica gli elenchi, specificando nome, cognome, luogo e data di nascita, istituto di credito dove il rapporto era stato aperto e numero identificativo. Non la cifra, però. Seppure questa è di certo superiore ai cento euro, dal momento che per importi inferiori l’istituto di credito non è tenuto a trasmettere la somma alla società. Come detto, i titolari dei rapporti entrati in stato di dormienza lo scorso anno sono 83, ma alcuni di loro hanno più di un conto intestato (in questo caso in tabella è riportato il numero tra parentesi). Scorrendo le date di nascita è facile pensare che molti degli intestatari siano ormai deceduti: la persona più anziana presente nell’elenco è del 1910, è una donna ed è nata a Larciano. Poi ce ne sono altre sei nate negli anni Dieci del secolo scorso. Quindi nella decade successiva, quella di chi oggi avrebbe tra 90 e100 anni, ce ne sono altre nove. In tutto sono una trentina coloro che al momento avrebbero più di 80 anni. Ma anche se alcuni fossero deceduti non per questo si devono considerare persi i fondi: gli eredi, infatti, possono recuperare le somme. Detto di chi ha un’età avanzata, non mancano titolari di conti più giovani. In diversi casi ragazzi e ragazze nati dal 2000 in poi, che alle soglie dei venti anni hanno già un deposito bancario fermo da dieci anni. Magari il libretto postale aperto dai nonni o dai genitori per pagare le rette dell’università o per comprare l’auto una volta conseguita la patente.


Il comune dove sono presenti più titolari di conti dormienti è Pescia con 32. Quindi Montecatini (15), Larciano (11), Uzzano (6), Lamporecchio e Ponte Buggianese (5), Massa e Cozzile (3), Buggiano, Monsummano e Pieve a Nievole (2). Dal punto di vista degli intermediari, infine, quello che ne ha comunicati di più è Poste Italiane, ma sono molti anche quelli dimenticati nelle casse di Intesa SanPaolo e Monte dei Paschi di Siena. —

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