Truffa ai danni dello Stato, evasione fiscale e bancarotta: sequestrati beni per 600mila euro

Operazione della Guardia di Finanza per truffa ai danni dello Stato (foto archivio)

Pistoia, operazione della Guardia di Finanza. Coinvolti un professionista lucchese e quattro imprenditori di Pieve a Nievole

PISTOIA. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pistoia hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura patrimoniale - disposta del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Pistoia, su richiesta della Procura della Repubblica - nei confronti di un professionista lucchese e quattro imprenditori che amministravano una nota società di Pieve a Nievole, per i reati di truffa ai danni dello Stato, bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.

Le indagini, condotte dai militari della Guardia di Finanza di Pistoia, dirette dalla  Procura della Repubblica, iniziavano a seguito della dichiarazione di fallimento della società, dedita fino a qualche anno addietro alla progettazione, costruzione e commercializzazione di macchinari per l’industria tessile. Già dalle prime attività investigative emergeva che gli amministratori di fatto, cioè coloro che intraprendevano le scelte aziendali, si erano celati dietro le cosiddette “persone schermo” al fine di potere realizzare impunemente i loro disegni delittuosi a discapito dello Stato, del Fisco e della massa dei creditori.

Nel particolare, era stato rilevato che l’organo amministrativo aveva tergiversato ad approvare il bilancio della società chiuso al 31.12.2014, il quale riportava una gravissima perdita, di quasi € 1.700.000,00, ed avrebbe determinato, tra le varie ipotesi, anche la messa in liquidazione dell’impresa e la presentazione di istanza di fallimento. Analizzando nel dettaglio tale situazione, emergeva che la fallita aveva esercitato la sua attività in uno stabile, situato in Pieve a Nievole, dislocato in un tratto di territorio interessato dalle attività di espropriazione per la realizzazione delle opere destinate alla realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria Pistoia-Montecatini. Gli investigatori rilevavano che l’omessa approvazione del bilancio, chiuso al 31.12.2014, era stata preordinata al fine di nascondere ai terzi ed in particolar modo alle Ferrovie dello Stato, l’indiscutibile perdita e la susseguente messa in liquidazione dell’impresa. Pertanto dissimulavano lo stato di solvibilità della stessa, facendo credere che era, a quel tempo, un’azienda attiva, determinando quindi nelle Ferrovie dello Stato un rilevante danno economico corrispondente all’ingiusto indennizzo elargito, pari a oltre € 240.000,00

Successivamente gli stessi attori si adoperavano attivamente per distrarre il patrimonio rimasto della società senza corrispondere quanto dovuto nè alla massa creditoria e neppure all’Erario.

Al termine delle operazioni i militari operanti procedevano a sequestrare preventivamente beni per oltre 600 mila euro, consistenti in 5 immobili, e relative pertinenze, autovetture e denaro accreditato sui conti correnti bancari a loro riconducibili.

In questo periodo di crisi economica, gli effetti distorsivi della concorrenza e del mercato provocati dalla grande evasione sono contrastati dell’azione “chirurgica” svolta dalla Guardia di Finanza e dall’attenzione che la stessa ripone nella tutela dell’economia legale, a garanzia del corretto e regolare versamento delle imposte all’Erario e della restituzione di quanto dovuto a tutti i creditori delle società fallite illegalmente, a salvaguardia dell’imprenditoria sana e rispettosa delle regole