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La piscina comunale chiuderà a settembre. Al via la guerra legale tra gestore e Comune

La piscina comunale di Montecatini

Montecatini, nella lettera inviata dall’avvocato Torelli del Centro Nuoto il preavviso di interruzione del servizio e una serie di accuse

MONTECATINI. Questa volta il Centro Nuoto rivolge l'avvertimento al Comune di Montecatini tramite lettera di un avvocato. Non era ancora arrivato a tanto. Si tratta di un “preavviso di interruzione del servizio”: in sostanza, si legge, la piscina comunale chiuderà il 5 settembre. Fino a quel giorno saranno aperte soltanto le tre vasche esterne, chiuse invece quelle al coperto. La cooperativa che dal 2009 gestisce l'impianto di via Cimabue non è che tra tre mesi riconsegnerà le chiavi al municipio: se le porterà invece in tribunale, il luogo dove «si vedrà irrimediabilmente costretta a tutelare la propria posizione, imputando all'amministrazione tutti i danni patiti a causa della perdurante inerzia», scrive il legale Alessandro Torelli con studio a Massa e Cozzile.

La battaglia – in corso da mesi – si fa violenta. La questione è arcinota ed evidentemente non sanata. Il Centro Nuoto già nel settembre 2019 ha avanzato al Comune la richiesta di un riequilibrio economico-finanziario come ristoro per le maggiori spese sostenute in dodici anni (oltre 1,2 milioni di euro), a fronte di quelle previste dalla convenzione firmata tra le parti (840.000 euro). La società sportiva chiede il prolungamento di tre anni della gestione della piscina (fino al 2029) e una somma di 70mila euro una tantum, anche per rientrare dalle perdite accumulate in questo periodo di emergenza coronavirus - quantificate in 150mila euro (più 10mila di costi fissi al mese) – che ha portato alla sospensione dell'attività per un lungo periodo. Qualche mese fa, l'allora assessore agli impianti sportivi Emiliano Corrieri (nel frattempo sostituito da Alessandro Sartoni) aveva detto a Il Tirreno che era sua intenzione rivolgersi all'Anac (Autorità anticorruzione) per venire a capo di una questione assai complessa. Di contro, la cooperativa era pronta a tirare in ballo il Tar se si dovesse prefigurare l'ipotesi dello stralcio del contratto in essere e di un nuovo bando di assegnazione dell'impianto natatorio. Sotto il sole non risulta nulla di nuovo: è a causa di questo impasse che il Centro Nuoto si è deciso a scrivere al Comune affidando la procura a un avvocato, lasciando perdere dunque le pressioni informali, sovente utilizzate.

Nella lettera si accusa viale Verdi di essere rimasto “inerte, senza neppure dare seguito all'avvio del procedimento necessario al relativo esame (del riequilibrio economico-finanziario, nda)”, nonostante le diverse note e istanze ricevute, «sussistendo tutti i presupposti per la revisione dell'accordo». Inoltre, la cooperativa critica l'amministrazione anche per non aver provveduto ad alcuni interventi di manutenzione straordinaria, come «la sostituzione dei generatori dell'impianto termico». Insomma, il contenzioso si fa serio. —

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