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Il ristoratore si arrende: «Basta, chiudo il locale ed emigro in Germania»

Enrico Nistri e la moglie Franca nel ristorante che chiude (Foto Nucci)

Il titolare di un ristorante di Ponte Buggianese getta la spugna dopo le tante multe per aver tenuto aperto durante la pandemia. «Lo Stato il mio peggior nemico». Il suo racconto

PONTE BUGGIANESE. Dopo due anni di cui uno e mezzo trascorso in pandemia, 17 verbali, 100mila euro di debiti, 50mila di risparmi impiegati, la Lanterna Blu di Ponte Buggianese chiude. Con una malinconica dichiarazione del suo proprietario Enrico Nistri si spegne quel fioco lumicino di una lanterna che era partita senza abbastanza petrolio e con lo stoppino troppo corto. A nulla era servito la testa dura del suo proprietario che non ha mai chiuso il locale nonostante le sanzioni e i verbali di polizia, carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza. Un braccio di ferro che sapeva sempre più di braccio di latta con le autorità. Il divieto di aprire in zona rossa e lui che accendeva i fornelli e apparecchiava i tavoli. L’ostinazione di Enrico Nistri di voler rispettare e far rispettare tutte le norme di sicurezza anticovid ai clienti temerari che, incuranti dei divieti, non si accontentavano dell’asporto, ma si sedevano al tavolo. Quel suo rifiuto a 100 commensali no vax e no covid che volevano fare un raduno proprio nel suo locale. Perché erroneamente avevano frainteso la sua lotta alle istituzioni, interpretandolo e credendolo un negazionista. Perché di lui avevano capito veramente poco o nulla.

Enrico Nistri ha sempre temuto il Covid, e proprio per quello in maniera maniacale nel suo ristorante con il metro in mano misurava le distanza di sicurezza, le moltiplicava, così come i dispenser di igienizzante, costringeva a tenere le mascherine finché le pietanze non arrivavano calde a tavolo.


«Mi sono arreso – lunedì parto per la Germania – ho già il biglietto pronto. La Lanterna chiude. Abbiamo il distacco definitivo della luce e del gas. Le battaglie non sono servite a nulla. Ho perso la guerra».

Ha le lacrime agli occhi per la rabbia di uno sconfitto. «Un’attività non è soltanto una fonte di reddito, ma è una tua creatura. Come un figliolo. È qualcosa che hai generato da un sentimento – dice il ristoratore –. Ci sono persone, storie che si incrociano. In Germania ho ricevuto una proposta allettante, quindi parto. Mia moglie Franca e la bimba restano in Italia. Mi porto dietro il mio bagaglio professionale. Non si può fare solo quello che ci piace. Lo devo fare, perché ho dei doveri nei confronti della mia famiglia. Sono molto amareggiato edarrabbiato. Mi sento tradito dalla mia Patria. Che mi ha impedito di lavorare costringendomi a perdere tutti i sacrifici di anni di lavoro mio e di mia moglie».

È un fiume in piena Enrico Nistri. «Quando da ragazzini gli altri andavano in vacanza o in giro nei giorni di festa, noi lavoravamo sempre – ricorda e sottolinea –. Pulivamo piatti, pavimenti, pelavamo chili e chili di patate, pesce, verdure. Ma eravamo fieri e felici. Avevamo un sogno e un obiettivo: quello di aprire un locale tutto nostro. Per noi la Lanterna Blu di Ponte Buggianese era più importante di un ristorante a cinque stelle di Dubai. Come potevamo prevedere che sarebbe arrivata una pandemia mondiale. E, ancora peggio, come si poteva immaginare che lo Stato invece di tutelarci sarebbe diventato il nostro peggior nemico?».

C’è una grande fuga all’estero di cuochi, camerieri, che in Italia sono sottopagati. Gente capace che scappa. «Io farò l’emigrante e non me ne vergogno. Non sarà facile. Spero di poter trovare brave persone, di poter esprimere la mia professionalità. Lascio con il cuore infranto mia moglie e la bimba. Ripartirò con la mia vita in Germania. Sono partito nel 2019 con un locale che era chiuso. Lo abbiamo rilevato e con buoni risultati lo stavamo rilanciando, le persone del posto ci hanno voluto bene e sostenuto in questi mesi. Lo Stato invece ci ha girato le spalle. Voglio ringraziare i pontigiani e i clienti che come potevano ci sono stati vicini e diventati come persone di famiglia». —

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