Nascondeva dosi di eroina sotto la sella della sua bici. In carcere per spaccio

Le banconote, gli ovuli di eroina, i cellulari e l’altro materiale sequestrato dagli agenti nell’appartamento

Nella sua abitazione di Pescia durante la perquisizione sono state trovate banconote per un totale di 2.830 euro oltre ad altra droga

PESCIA. Girava in bicicletta, o con il monopattino, portando sempre con sé un sacchetto dell’Esselunga. Durante gli spostamenti si guardava sempre intorno e frequentava spesso luoghi dove veniva riscontrata la presenza di soggetti conosciuti quali assuntori di sostanze stupefacenti. Ce n’era abbastanza, per gli agenti del Commissariato di Pescia, per mettere gli occhi addosso a quel giovane nigeriano. Alla fine verrà fuori che i poliziotti si erano sbagliati sulla busta dell’Esselunga, che non conteneva la droga ma soltanto qualche innocua banana, tra l’altro vecchia e ammaccata. Ma per il resto avevano ragione: si trattava di attività di spaccio di stupefacenti, nello specifico eroina.

Durante i controlli del soggetto gli agenti, come detto, lo vedevano sempre viaggiare con quel sacchetto “griffato” ma senza mai aver notato la sua presenza nel supermercato. Quindi lì dentro (era la supposizione) non c’era merce acquistata, ma qualcosa da nascondere “mimetizzando” il carico con una semplice busta alla portata di tutti.


Eppoi a insospettire c’era quel suo atteggiamento guardingo, soprattutto durante il tragitto di ritorno a casa.

In considerazione delle condotte tenute dal nigeriano, che facevano nascere il forte sospetto che volesse eludere un eventuale controllo di polizia, cercando di mascherare le reali ragioni dei suoi spostamenti proprio tenendo sempre in mostra il sacchetto della spesa, i poliziotti nella mattinata di giovedì 6maggio hanno deciso di fermarlo mentre era in sella alla sua bicicletta.

Durante l’identificazione il giovane è apparso da subito insofferente, mostrando evidente nervosismo. Dopo i primi accertamenti di rito, avendo ulteriori conferme sulla fondatezza dei sospetti riguardo all’attività di spaccio, i poliziotti procedevano alla perquisizione sul posto del soggetto, rinvenendo ben nascoste sotto la sella della bici quattro palline di cellophane contenenti eroina. Oltre a denaro contante suddiviso in piccoli tagli, e due cellulari, di cui uno di vecchia generazione (solitamente utilizzati dagli spacciatori).

La perquisizione veniva estesa anche all’abitazione, precedentemente localizzata dai poliziotti, malgrado tutte le “accortezze” tenute dal nigeriano il quale, addirittura, non portava con é neppure le chiavi di casa, preferendo nasconderle in un vaso. All’interno dell’appartamento veniva trovata altra sostanza stupefacente, in parte pronta per lo spaccio, diverso materiale per il confezionamento, una bilancina di precisione e una ingente somma di denaro. Il tutto ben nascosto in diversi locali della casa.

Considerata la flagranza del reato il nigeriano, di cui non è stato fornito il nome, un 26enne da poco tempo dimorante a Pescia, già gravato da precedenti dello stesso tipo, è stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacente e condotto al Carcere di Prato.

Complessivamente venivano sequestrati circa 15 grammi di eroina e la somma di 2.830 euro suddivisa in banconote di vario taglio, ritenute provento dell’attività di spaccio, visto che di fatto il soggetto non svolge alcuna attività lavorativa.

Per quanto riguarda la normativa sugli stranieri, il 26enne risulta in regola con le norme sulla permanenza in Italia, in quanto in possesso di permesso di soggiorno per richiesta di asilo politico, motivo per cui verrà interessata la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale, competente per le valutazioni circa il diniego o meno dell’istanza. L’arresto è stato poi convalidato, nella mattinata di lunedì 10 maggio, dal Gip del Tribunale di Pistoia. —

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