«Se le nostre Terme faranno fallimento allora questa giunta dovrà dimettersi»

Andrea Bonvicini anche a nome del comitato commercianti continua a invocare un piano per il rilancio della città

MONTECATINI. «Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur». Sembra evocare la celebre frase attribuita a Tito Livio («Mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata») l’intervento di Andrea Bonvicini (in rappresentanza dei commercianti cittadini) sulla drammatica situazione delle Terme. In questo caso a “discutere” senza costrutto sarebbero Comune e Regione, mentre Montecatini (come Sagunto) va incontro al disastro.

In realtà, Bonvicini nel suo intervento la prende più larga: «Con la speranza di un ritorno post-covid alla normalità, che permetta al tessuto economico cittadino di poter programmare i prossimi mesi, grazie alla resistenza di colleghi commercianti, ristoratori e albergatori, emerge in maniera sempre più forte la crisi cittadina. Quella storica, non legata al covid, ma pre-esistente».


«Tutte le attività e tutti gli imprenditori – prosegue Bonvicini – durante il periodo di chiusura si sono spremuti e ingegnati per superare il momento e intravedere un futuro per la propria attività. La parte pubblica, e intendo Comune e Regione, non ha invece programmato alcunché».

Il commerciane ricorda che le categorie economiche in questi 15 mesi si sarebbero aspettate progetti per il futuro, «e invece ha dominato l’immobilismo». E affonda: «Purtroppo né il sindaco di Montecatini, né il presidente della Regione, hanno dato segni di vita. Non crediamo all’alibi “colpa del Covid” ma a mancanza di volontà e incapacità di voler incidere con un progetto generale, con linee guida pluriennali che potevano essere tracciate ed essere presentate alle categorie. Oggi invece siamo ancora di fronte al probabile fallimento della Società Terme, dovuto secondo gossip credibili a mancanza di fondi in cassa e ai debiti accumulati. E avallato dal sindaco, che accetta supino e immobile il concordato o il fallimento».

«Nessun progetto viene proposto – ricorda Bonvicini – nemmeno quello del nostro gruppo commercianti che, in tempi non sospetti, si era offerto di mettere a disposizione professionalità per uscire da questa tremenda ipotesi che segna la fine della storia termale montecatinese. Oggi siamo vicini all’ora X e mi pare che si voglia anche utilizzare un depistaggio per spostare l’attenzione dalle Terme (e dalla loro fine) mettendo su un altro tavolo l’ipotesi degli “Uffizi diffusi”. E mentre si parla degli Uffizi, le Terme falliscono nell’indifferenza».

«Oggi leggo che si deve comprare il Tettuccio, domani magari l’Excelsior, ma senza un progetto globale sono solo semplici parole – insiste Bonvicini –. Occorre progettare, intorno a un’attività principale, attività secondarie e altre accessorie, capaci di creare un prodotto attualizzato e competitivo sul mercato turistico».

Andrea Bonvicini si rivolge, infine, ai colleghi commercianti e agli albergatori: «Il nostro sindaco deve comunicarci qual è il progetto futuro per questa città. Abbiamo aspettato fin troppo. La pazienza è finita ed anche l’armistizio. Abbiamo bisogno di persone capaci che diano un futuro alla città. Non ci interessa avere a che fare con persone che gestiscono l’ordinario. Se non sono in grado di darci un futuro, allora il fallimento è meglio che sia anticipato dalle dimissioni generali di questa giunta. Per incapacità». —

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