Portava la droga agli studenti di Pescia: arrestato

Carabinieri davanti alla zona scolastica di Pescia

Ai domiciliari con braccialetto elettronico un ventenne di Uzzano accusato di spaccio continuato aggravato di sostanze stupefacenti

UZZANO. Spacciava hashish e marijuana agli studenti davanti alle scuole superiori di Pescia. E lo faceva da almeno un anno, visto che già nel giugno scorso era stato fermato, proprio nelle vicinanze dell’Istituto tecnico Marchi - Forti e della scuola Sismondi - Pacinotti, e trovato in possesso di un bel po’ di hashish.

Alla fine i carabinieri della stazione di Pescia hanno tirato la rete delle indagini e hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Pistoia su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di un ventenne di origini marocchine: Ismail Adriouiche, residente a Uzzano, ritenuto responsabile appunto di aver compiuto varie cessioni di sostanze stupefacenti in prossimità della zona scolastica vicina alla stazione di Pescia.


L’indagine, come detto, era partita dopo una serie di controlli effettuati dai carabinieri, anche su richiesta delle direzioni didattiche, per contrastare il problema del consumo di sostanze stupefacenti tra gli studenti, spesso minorenni.

E dal giugno 2020, quando Ismail Adriouiche venne trovato con un quantitativo di hashish sufficiente per confezionare un centinaio di dosi, il ventenne non fu più perso di vista.

Successivamente i militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Pistoia, avviarono accertamenti per capire da dove proveniva la droga e identificare i consumatori finali, mediante l’utilizzo di indagini tecniche, analisi dei traffici telefonici dell’indagato, pedinamenti e appostamenti. Tutto questo lavoro consentì di far luce su almeno cinquanta cessioni di droga avvenute sempre nei pressi delle scuole superiori di Pescia, anche nei confronti di minorenni (segnalati all’autorità amministrativa sette studenti consumatori di stupefacenti).

I carabinieri ricostruirono anche il modus operandi: l’indagato raccoglieva gli ordini di hashish e marijuana per lo più attraverso messaggi in chat con le applicazioni più diffuse tra i giovani. In questo modo si stabiliva prezzo, quantitativo e luogo d’incontro per lo scambio.

A conclusione delle indagini, dunque, è stata data esecuzione alla misura cautelare degli arresti domiciliari, con utilizzo del braccialetto elettronico, nei confronti del ventenne, con l’accusa di spaccio continuato aggravato di sostanze stupefacenti. —

A.G.

© RIPRODUZIONE RISERVATA