Tre generazioni al lavoro e ora è arrivato anche Iacopo

Adriana e il resto (non tutto) della famiglia indicano il fiocco celeste per festeggiare Iacopo (Foto Nucci)

Monsummano: fiocco celeste in casa della “generala” Adriana che è diventata bisnonna. «Al Truck Stop siamo proprio come una famiglia anche con i nostri clienti»

Simona Peselli

MONSUMMANO. È diventata bisnonna a 65 anni Adriana Ferrami, la “generala” del “Truck stop caffè” di Ponte di Monsummano. Il boato e le urla di gioia sono arrivate fino a Pescia, dove il piccolo Iacopo alle 11,10 lanciava il suo primissimo saluto alla vita. Per la gioia di mamma Lisa Bergamini di 22 anni e di Lorenzo Nasiti, 25 anni. A brindare alla salute di Iacopo c’erano anche i nonni Andrea Nasiti, 45 anni e Gemma Fagni, 49.


Al Truck stop fra un caffè e un aperitivo i bisnonni Adriana e Giuseppe Nasiti, 68 anni, detto Pippo, con il telefono in mano non facevano altro che aspettare la telefonata da Pescia. E appena è arrivata la notizia della nascita di questo bimbo fortunato e ricco di nonni e bisnonni, fuori dal locale è spuntato un fiocco celeste gigante. «Anche i nostri clienti affezionati erano in attesa – dice Adriana – la nascita di un bambino è sempre una bellissima notizia. E io e mio marito Pippo siamo al settimo cielo dalla gioia. È straordinario essere diventati bisnonni. La stirpe prosegue».

Adriana non smette un attimo di lavorare. È una donna vecchio stampo, la colonna portante del locale. Ma oggi è una giornata speciale è c’è tempo anche per qualche ricordo romantico. «Mi sono sposata a 18 anni – racconta Adriana –. Ho conosciuto mio marito al Kursaal a ballare. Avevo 15 anni e lui tre più di me. Al Kursaal fra un lento con la musica in sottofondo ci siamo innamorati. C’è stato il nostro primo bacio. Ci siamo subito fidanzati in casa. Nel ’73 o in casa o nulla».

Erano giovani, ma già con le idee chiare. «Lavoravamo nelle calzature – aggiunge Adriana –. Quando ci siamo sposati abbiamo fatto il pranzo al Discepolo, la cerimonia nella Chiesa di Pieve a Nievole. Subito il primo bimbo Andrea e Romina dopo due anni. Poi ci siamo messi a lavorare in proprio nelle scarpe. Quando il mondo delle calzature è andato in crisi abbiamo cambiato completamente lavoro e siamo finiti nella ristorazione. Dal 2000 prima a Marina di Pisa e poi a Monsummano».

Le tradizioni e le vecchie abitudini «Quando eravamo giovani – aggiunge Adriana – non c’erano i cellulari per perdere tempo. Mia madre mi lasciava un foglio con scritto sopra tutto quello che dovevo fare. C’erano il sapone e la ramazza per tenere tutto pulito. Le faccende e la cura della casa prima di tutto. Non solo i bambini e la famiglia, poi c’era anche da lavorare. Ma era una soddisfazione. Le vacanze non mancavano mai, ad agosto e a dicembre. Anche nel mio locale voglio tutto perfetto e lindo».

Il Truck non è conosciuto solo per le colazioni e per gli aperitivi. Da tutta Italia, ma anche dall’estero i camionisti si fermano apposta per mangiare i piatti di Adriana. Che è una super cuoca, coccolata e ricercata da tutti i clienti. «Mi piace cucinare. La cucina la devi sentire con il cuore, i libri non bastano. Ci vuole pratica. Faccio tutti piatti tipici casalinghi. Code alla vaccinara, cotiche ripiene, robe saporite. Dal Michelin ho avuto il certificato dei camionisti, la corona. Quando arrivano mi dicono: Adriana fammi quello che ti pare. Invento con quello che ho nel frigo».

Il Truck è una grande famiglia. «Ci sediamo a tavolino e quello che mangiamo noi è lo stesso che servo ai miei clienti– conclude Adriana –. È come essere a casa» . —

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