Firenze, polemiche dopo il ballo in piazza. Un musicista: «Abbiamo richiamato al rispetto delle regole»

In piazza Santa Croce i giovani alla fine si sono scatenati. Paolo Sax: La gente è troppo stanca, ora vuole tornare a divertirsi»

In piazza Santa Croce a Firenze venerdì sera c’era il pievarino Paolo Grossi, in arte Paolo Sax, che ha montato il service per la manifestazione “Io apro”. Una serata che ha scatenato polemiche a non finire e che lo stesso sindaco Dario Nardella ha definito inaccettabile. Secondo il primo cittadino il palco non era autorizzato e i vigili stanno ora procedendo a individuare e multare tutti i partecipanti (300 secondo le fonti ufficiali).

Diverso il giudizio di Paolo Grossi. «È stata una serata bellissima – racconta – alle 23 ho suonato con il mio sax il silenzio in onore dei caduti per Covid e per tutte le categorie di persone e di imprese che da più di un anno sono state costrette a chiudere tutto. E per quelle che non hanno avuto più la forza di riaprire. Poi ho continuato a mettere musica con la disco. Tutti si sono scatenati».

L’evento aveva destato curiosità soprattutto fra i più giovani. La piazza era circondata dalle forze dell’ordine.

«Prima hanno fatto capolino 200 persone, alla chetichella, ma poi soprattutto i ragazzi di Firenze non hanno saputo rinunciare a una serata di svago. A fine serata ci saranno state tremila persone che ballavano scatenate, scordando mascherine e distanziamento».

Una vicenda, questa, che ieri ha però sollevato molte polemiche.
«Se mi chiamano a lavorare, io vado. Al microfono abbiamo detto tre volte di rispettare le regole, ma non spetta a me andare materialmente dalle persone per fargli rimettere le protezioni. La gente è stanca, adesso vuole svagarsi. Bisogna imparare a convivere con questo virus che nonostante i vaccini durerà molti anni. Sto preparando uno spettacolo per le piazze con mille persone che potranno ballare e divertirsi in sicurezza. L’anteprima sarà proprio a Montecatini. Sto valutando il piazzale della Torretta per la scenografia o quello dell’ippodromo per la quantità di gente che può contenere».

I lavoratori del mondo dello spettacolo in crisi nera.
«In un anno ho perso 400 mila euro, dallo Stato in tutto ho ricevuto soltanto 10mila euro. Sono fermo come service ed eventi da 466 giorni. Mi sono reinventato con 400 date di “Abbracciamoci con gli occhi” e drive in. Ma i miei dipendenti, tecnici del suono, fonici e facchini, 22 persone a girare, sono senza lavoro. Fiere, matrimoni, concerti, manifestazioni politiche, feste private. Tutto cancellato».

Ma la colpa è dei contagi...
«A chi mi dice se non ho paura del virus rispondo che non è così. Almeno una volta al mese mi faccio il tampone. Sono in giro da 14 mesi. Purtroppo ho avuto amici e conoscenti che sono morti per il Covid, persone a me vicine che sono finite intubate e con il casco. Sono ben consapevole di cosa si tratta. Ma la gente vuole ricominciare a vivere, ha bisogno di uscire e di svagarsi. Stare rinchiusi, alla fine non è servito quasi a nulla». –
 

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