“Pasti sospesi” in aiuto al ristorante di Nistri

«Ripagherò con pranzi o cene coloro che mi danno una mano. Non voglio elemosine ma devo pagare 5mila euro di bollette» 

PONTE BUGGIANESE. Adotta, sostieni e salva un ristorante. Una colletta per la Lanterna Blu, ma con l’impegno che i soldi dati verranno scalati dai pasti. Una specie di pranzo, o cena, sospesi. «Non voglio l’elemosina, specialmente in un momento come questo in cui siamo tutti in difficoltà – spiega Enrico Nistri, titolare della Lanterna Blu di Ponte Buggianese –. Ho bisogno di aiuto, perché da solo non ce la faccio. Ho provato in tutti i modi, per questo mi sono deciso dopo più di un anno di lotta a chiedere aiuto alle persone. Ma non dormivo a pensare che alla fine tutti siamo in difficoltà. Per questo voglio ricambiare la mano che mi verrà data come posso. Tutti coloro che mi faranno una donazione non perderanno nulla. Ricambierò nell’unico modo che so fare: cucinando. Basterà presentarsi al mio locale con la copia del bonifico fatto e io in cambio darò pasti. Così riuscirò a sdebitarmi in qualche modo. In questi giorni le persone arrivano soprattutto a pranzo, a cena quasi nessuno. Tutti hanno problemi, è veramente molto triste. Mi arrendo? Ancora no. Se riesco a scampare il distacco di luce e gas forse ho ancora qualche possibilità. Continuerò a combattere con tutte le mie forze, quelle che mi rimangono».

Tutti coloro che vorranno aderire alla colletta possono donare facendo un bonifico a Franca Franceschetti, Lanterna blu, Cassa risparmio di Orvieto, iban IT46n0622070520000001000681.


«Nella casuale potranno mettere “aiuto per salvare la Lanterna Blu” – spiega Enrico Nistri – sarà come pagare in anticipo il conto del ristorante. Anche noi siamo grandi lavoratori e sappiamo bene quanto sia grande la fatica per mettere da parte del denaro».

La protesta di Enrico Nistri e della moglie Franca comincia con le restrizioni e le serrate del primo lock down. Quando ancora non si capiva quanto lunga, dolorosa e catastrofica anche da un punto di vista economico sarebbe stata la pandemia. «Abbiamo accumulato 50 mila euro di debiti, anche se ogni euro che incassiamo immediatamente lo utilizziamo per pagare le scadenze – aggiunge Enrico Nistri –. È tutto documentato scrupolosamente. Insieme ai 15 verbali che ci siamo beccati per non aver rispettato il decreto di chiusura al pubblico» .

Ma il problema più urgente al momento è riuscire a versare ad Hera un acconto di cinquemila euro per bloccare il distacco di luce e gas. «Se ci staccano tutto – conclude disperato Nistri – per la Lanterna Blu e per noi sarà la fine di tutto. Una vita di sacrifici buttata al vento. Spero proprio in un aiuto della gente» . –

Simona Peselli

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