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La Cmsa dà respiro all’azienda termale

Le Terme Leopoldine

La Cooperativa ha concesso altri quattro mesi per il recupero del debito di oltre due milioni di euro

MONTECATINI. Ancora un rinvio per l’assemblea dei soci delle Terme, ma stavolta è per una “buona causa” che permette all’azienda di riemergere dallo stato di apnea in cui si trovava e respirare aria a pieni polmoni. La Cmsa, che vantava un credito “storico” nei confronti della società di viale Verdi, ha infatti concesso altri quattro mesi per il pagamento dei circa 2,2 milioni di euro derivanti in parte dai lavori già eseguiti oltre dieci anni fa alle Leopoldine e in parte dalle spese sostenute successivamente con il fermo cantiere. La proroga è stata “benevolmente” concessa dalla Cmsa per dare tempo all’amministratore unico delle Terme, Alessandro Michelotti, di verificare la fattibilità e la sostenibilità delle offerte presentate in sede di avviso di manifestazione d’interesse sul patrimonio immobiliare. La scadenza del pagamento in favore della Cooperativa era stata infatti stabilita al 30 aprile e per l’azienda termale avrebbe significato una mazzata terribile, peraltro a due mesi dalla prossima scadenza (30 giugno) che vedrà le messa in liquidazione della società se non si sarà intrapreso un virtuoso percorso di risanamento dei conti. Ora ci saranno invece altri 4 mesi (quindi fino al 31 agosto) per onorare il debito verso la Cmsa. Un debito peraltro “residuo”, dato che alcuni anni fa le Terme avevano già ceduto alla Cooperativa l’immobile ex-Imbottigliamento. Quattro mesi durante i quali Michelotti, per far entrare soldi freschi in cassa, proverà a vendere (almeno) i sei beni oggetto di manifestazioni d’interesse emerse dall’ultimo bando: antenna collina Panteraie, capanno spazzini in pineta, minigolf, Panteraie, biglietteria centrale. E lo dovrà fare a un prezzo quanto meno “congruo”, che non sono certo i 2 milioni di euro totali come rivelato in consiglio comunale (cifra ben più bassa di quanto stabilito anche dalle perizie tecniche). Non solo, l’Au tenterà anche di verificare la bontà e la serietà della proposta arrivata in Palazzina Regia circa l’acquisizione della maggioranza del pacchetto azionario da parte di una cordata estera, la cui intermediazione è curata da un avvocato pistoiese, Alessandro Belli. La Cmsa, prima di ricorrere alle “maniere forti”, ha pertanto concesso – come detto – un’ulteriore apertura di credito nei confronti delle Terme, nella speranza che la transazione possa svolgersi senza spargimenti di sangue. E anche l’assemblea dei soci, visto lo scampato pericolo immediato, è stata aggiornata a data da destinarsi. —

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