Un manichino "minaccioso" abbandonato in via di Riaffrico

Alberto Lucarelli accanto al manichino abbandonato in via di Riaffrico a Montecatini

Montecatini, Alberto Lucarelli, cittadino impegnato in prima persona nella lotta contro il degrado ambientale, è convinto che il "messaggio inquietante" sia stato rivolto proprio a lui

MONTECATINI. Un mezzo busto pieno di cerotti rossi. I più inquietanti che coprono con una ics gli occhi del manichino appoggiato su una tavola di legno. Una messa in scena che sembra quasi un avvertimento. Anche, perché il mezzo uomo è stato abbandonato proprio davanti al cartello appeso ad un albero che intima il divieto di scarico e la possibile sanzione se colti sul fatto. E' proprio del comune di Montecatini il manifesto che ricorda che ' l'abbandono di rifiuti è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 300 a 3 mila euro e che per l'abbandono di rifiuti pericolosi la sanzione amministrativa aumenta". Alberto Lucarelli, occhio vigile, molto attivo e sensibile sulla questione rifiuti abbandonati per la città si è occupato parecchie volte in particolare di via di Riaffrico. "Non è una novità. Sono già intervenuto in questo luogo - racconta Alberto Lucarelli - . Mi hanno allertato anche alcuni residenti e puntualmente mi sono occupato di inviare solleciti ad Alia e a fare la segnalazione al comandante dei vigili Domenico Gatto e all'assessore alle politiche ambientali Emiliano Corrieri ".

Calcinacci, plastica, secchi di vernici e perfino amianto. In via Riaffrico finisce proprio di tutto. "Questo spazio - continua Alberto Lucarelli - viene utilizzato troppo spesso in maniera incivile da individui che senza alcuno scrupolo scaricano di tutto. Solo pochi giorni fa dopo mia segnalazione sono state rimosse delle lamiere di amianto". Alberto Lucarelli nel tempo libero gira, osserva, registra, fotografa e soprattutto raccoglie racconti e segnalazioni di altri cittadini magari più timorosi che, però gli consegnano numeri di targhe prese al volo o descrizioni di mezzi . " Così ieri mattina - aggiunge Lucarelli - mi ha chiamato una signora per dirmi che proprio davanti al cartello di divieto di scarico era stato piazzato un inquietante manichino. La cosa che mi ha fatto effetto sono state le due croci sugli occhi. Un immagine che sembrava mi volesse dire di smettere di occuparmi di faccende non mie. Di farmi i fatti miei. Mi è sembrato, e non solo a me, un messaggio intimidatorio. Una specie di avvertimento". Ma Alberto Lucarelli che per ora non ha sporto denuncia continua la sua operazione di segnalatore di abbandoni 'impropri' di rifiuti. "Non mi fermo davvero - conclude Lucarelli - intanto ho già chiamato Alia e presto porteranno via il manichino".