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Ristoranti, Nistri non si ferma dopo 5mila euro di multe: «A tavola anche avvocati»

Il titolare del locale a Ponte Buggianese continua nella sua protesta: «Ma non voglio "pagliacciate", rifiutata una prenotazione per 70 persone»

Oggi migliaia di ristoratori si ritroveranno a Roma per manifestare a Montecitorio. Prosegue per le piazze italiane la protesta “Io apro” e in Valdinievole l’unico che continua, nonostante tutto e tutti, a tenere alto il baluardo della ribellione alle chiusure obbligatorie, resta Enrico Nistri del ristorante Lanterna Blu di Ponte Buggianese. Si è tirato indietro all’ultimo momento Sauro Brunelli della Trattoria di Pescia. «Mi sono sentito telefonicamente con alcuni colleghi della zona – racconta Brunelli – ma tutti temono le sanzioni. E a questo punto ho perso la voglia di lottare, ho tirato i remi in barca. O apriamo tutti oppure nessuno. Non me la sento più. Sono stanco».

Chi invece è più agguerrito del solito è ancora una volta Enrico Nistri. «Ormai ho fatto il callo a multe e controlli– spiega il ristoratore –. Succede che mentre sono nel locale mi accorgo di avere qualche persona in divisa nella veranda dietro. Oppure che nello stesso giorno vengano a farmi visita polizia, carabinieri e vigili urbani. Ma io non ho paura. Che reato sto commettendo con le pentole e il mestolo in mano? Oppure mentre impasto le pizze. Sto solo cercando di lavorare».


Così la “guerra della bistecca” di Enrico Nistri, che finora gli è costata almeno 5mila euro di sanzioni e un bel po’ di giorni di chiusura come sanzione accessoria, non è ancora finita. «Non so più come spiegarlo – esclama Nistri – io di lavorare ho proprio bisogno. Ho famiglia e i nostri risparmi sono finiti tutti dentro questo locale. Lo so che sono rimasto solo in provincia. Pazienza. Non mi faccio governare dalla paura»

Enrico Nistri ha sempre combattuto per poter servire i clienti nel locale rispettando il distanziamento e tutte le norme anticontagio e anche di più. La sua gestione è alla luce del sole e lui mostra nei minimi particolari entrate e uscite. Racconta tutto, persino le telefonate che riceve e anche le “proposte indecenti”. «Proprio ieri – rivela – ho rifiutato un gruppo di 70 persone per il 18 aprile. Sono matto? No, solo coerente. Ho tre sale in cui prima della pandemia mettevo a mangiare 100 persone. Ma secondo i miei calcoli, per rispettare le norme ora al massimo posso ospitare in tutto 30. E poi mi sono fatto spiegare e si trattava di 70 persone “negazioniste”, che dicono che il virus non esiste e girano senza mascherina. Bene, io non mi presto a queste pagliacciate».

La protesta di Nistri prosegue in sicurezza. «Ho invece accettato sette persone, fra cui anche avvocati – aggiunge Nistri – che verranno domani. Quando la gente mi telefona o si presenta al locale, la prima cosa che dico e chiarisco è che c’è la possibilità concreta che il loro pranzo o cena venga interrotto dalle forze dell’ordine. Ma soprattutto ribadisco che la multa è di 400 euro a persona. Poi ci sono quelli che non hanno paura e prenotano lo stesso. Lo facciamo, perché non è giusto, mi rassicurano».

E Pasqua e pasquetta a suon di asporto. «Abbiamo lavorato bene – conclude il ristoratore – con asporti sostanziosi destinati alle abitazioni private. Dove sicuramente si sono svolti pranzi in famiglia con tante persone, tutte vicine e che saranno durati delle ore. Qui almeno tengo tutti distanziati e non si può rimanere a tavola per più di un’ora e mezza». —

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