Zacon Gio torna ad allenarsi e nel mirino ha il Gran premio di Montecatini

I disegni a matita del campione Zacon Gio eseguiti dalla pittrice Giada Gaiotto

Holger Ehlert racconta il suo metodo di allenamento in vista delle prossime corse

Paolo Allegri

MONTECATINI. Il prossimo 25 aprile Zacon Gio compirà sei anni. Il trottatore che Holger Ehlert, il tedesco di Arena Metato, allena a Migliarino Pisano, a ottobre 2019 conquistò all’ippodromo americano dello Yonkers il titolo di campione del mondo. Nella scorsa annata è stato secondo nel Gran Premio Città di Montecatini in agosto, per poi vincere a ottobre il Lotteria di Agnano, a Napoli.


L’inizio del 2021 è stato condizionato da un virus che ne ha comportato uno stop agonistico dopo il successo, al rientro in febbraio, nel fiorentino Gran Premio Ponte Vecchio. Lo scorso 13 marzo Zacon ha ripreso la preparazione. Nel frattempo la sua fama ha varcato gli steccati degli ippodromi, tanto che una pittrice torinese, Giada Gaiotto, ha voluto immortalare il nipote di Varenne in uno splendido disegno a matita su carta che lo ritrae nel successo mondiale a New York, con in sulky Roberto Vecchione. I cavalli vincono e perdono ma soltanto alcuni entrano nell’immaginario collettivo. Vuol dire che hanno qualcosa di speciale, e per Zacon si tratta forse di quel suo modo coraggioso di correre in testa.

Così siamo andati a trovare Holger Ehlert che ci ha raccontato come si allena il campione del mondo. «Il cavallo passa in paddock 20 venti ore al giorno – esordisce il trainer tedesco – e due volte la settimana fa prove. La sua mattina di allenamento inizia con un riscaldamento di 25 minuti. Quindi Zacon passa al training in pista dritta e percorre 10 rette da 600 metri con un tempo di recupero, tra una retta e l’altra, di un minuto e mezzo. Dopo questa parte di lavoro c’è un recupero di mezzora e poi altri 10 minuti di pausa prima di tornare in scuderia. Il giorno dopo a questa seduta intensa lo tengo in paddock. L’indomani la tabella di allenamento prevede un lavoro leggero, quaranta minuti con il cavallo che fa andatura da treno, non particolarmente veloce».

Ma come si modula la preparazione quando ci si avvicini a una corsa? «Quindici-venti giorni prima della corsa il cavallo fa un lavoro sui 2.000 metri da 1.25, puntando a fare fondo più che velocità. Il lavoro svelto avviene dieci giorni prima dell’impegno in pista, portando il cavallo in un ippodromo che può essere Bologna o Firenze, e in questo caso a Zacon si chiede anche qualcosa di più sul piano dei parziali, con un test da 1.13 al chilometro».

Dunque, un percorso graduale che porta al top della condizione il campione per il giorno della corsa. Ma rivedremo il nipote di Varenne al Sesana per il Città di Montecatini? «Assolutamente sì, la grande corsa di Ferragosto è uno dei nostri obiettivi prioritari dell’annata. Punteremo a prenderci la rivincita dopo l’ottimo secondo posto dello scorso anno. Cesena con l’Europeo, ai primi di settembre, e il Lotteria a Napoli, in ottobre, saranno il prosieguo della stagione di Zacon». Ti aspettiamo, campione. –

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