A Bizzarrino arriva l’antenna per il 5G

Il cantiere aperto a Bizzarrino per l’installazione dell’antenna

Residenti preoccupati dopo il via libera da parte del Comune per l’installazione da parte della compagnia telefonica Iliad

MONSUMMANO. C’è apprensione a Bizzarrino per la prossima installazione di un’antenna per la telefonia mobile 5G, che sarà gestita dalla compagnia Iliad. Il Comune di Monsummano ha già autorizzato l’infrastruttura con una specifica Scia (segnalazione certificata di inizio attività) e il via libera sarebbe arrivato anche dall’Arpat (l’Agenzia regionale per la protezione ambientale), che però non riporta l’impianto nell’elenco pubblicato di recente sul proprio portale.

I cittadini non sono stati però coinvolti nella questione e ora sono in agitazione: gli studi scientifici disponibili non escludono totalmente infatti che un simile ripetitore possa provocare danni alla salute di chi è più esposto ai campi elettromagnetici.


L’antenna verrà posizionata in un’area privata in via Rubattorno, di fronte all’ex autodemolizione Tafuri, che da tempo ha cessato l’attività (ci sono ancora le carcasse di vecchie auto una sopra l’altra). A pochi metri in linea d’aria, in via Orlandini, c’è la scuola elementare Borsellino, non molto distanti ci sono anche la piazza e il parco giochi della frazione, con il bar e altre attività commerciali.

La zona è piuttosto popolata: tra Bizzarrino e la vicina località Uggia, vivono circa 3.000 persone. Che adesso sono in allarme.

«Il problema è capire se la tecnologia 5G sia nociva o meno per la salute delle persone. Chiediamo di verificare nel dettaglio le ripercussioni di questa installazione», spiega Giuseppe Mignano che, oltre a essere consigliere comunale della lista civica “Ci Siamo”, abita a Bizzarrino. E si fa portavoce delle preoccupazioni dei suoi vicini di casa.

La lista civica aveva già presentato un ordine del giorno in consiglio comunale, che però non ha avuto seguito ed è stato bocciato dalla maggioranza.

«Diversi Comuni hanno bloccato l’installazione di questi ripetitori – prosegue – non per fermare il progresso ma per analizzare quali possano essere le conseguenze per coloro che abitano nei paraggi. Purtroppo, l’amministrazione di Monsummano non ha preso una posizione, anzi ha subito concesso l’autorizzazione a realizzare la piattaforma in cemento dove verrà posizionata l’antenna. Noi chiediamo che la giunta si attivi con il privato e con Iliad per rinviare l’attivazione e approfondire il tema. C’è la nostra salute di mezzo».

Se nessuno muoverà un dito, la stazione radio base sarà tirata su nel giro di poche settimane. Ci vorrà più tempo per l’attivazione del 5G. In ballo non c’è solo la preoccupazione dei residenti, ma anche l’impatto ambientale di un traliccio in ferro alto diversi metri, piazzato vicino alle case dove inizia la quiete della campagna. —

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