“Condhotel” per salvare il nostro settore alberghiero

La trasformazione di una parte delle strutture in appartamenti privati porterebbe soldi alle aziende. «Ma va cambiato il regolamento urbanistico»

MONTECATINI. L’albergo cede un po’del suo spazio a un privato che ne fa un appartamento dove vivere, passare le vacanze o ricavarne un reddito. È il “condhotel” che potrebbe arrivare a Montecatini dopo aver già “sfondato” all’estero. Uno strumento turistico peraltro già “sdoganato” dalla Regione, che lo ha previsto nella sua normativa. Molto diffusi all’estero, i condhotel (accorpamento dei due termini “condominium” e “hotel”) sono quelle strutture che decidono di trasformare alcune camere d’albergo in appartamenti, che possono essere acquistati da privati, i quali possono utilizzarli per viverci o usarli per le vacanze fruendo dei servizi offerti dall’albergo (dalla pulizia delle stanze alla colazione, dalla piscina alla spa). Oppure, se lo desiderano, ricavarne un reddito affidandoli alla gestione alberghiera. La superficie complessiva delle unità abitative residenziali non deve però superare il 40 per cento di quella del compendio immobiliare.

«Si tratta di una novità interessante – dice il presidente Apam Federalberghi, Carlo Bartolini – che potrebbe permettere agli alberghi, soprattutto quelli di medie e grandi dimensioni, che oggi a Montecatini purtroppo risultano sovradimensionati, di ampliare l’offerta in base alle richieste dei nuovi tipi di visitatori. Senza peraltro snaturare la nostra tradizionale filosofia dell’accoglienza».


Non solo: con la cessione di parte della propria struttura, un albergatore potrebbe avere a disposizione quella liquidità che gli consentirebbe più agevolmente di procedere anche a una riqualificazione e ristrutturazione della parte di edificio rimasta nella sua disponibilità.

«La pandemia – dice Bartolini – ha purtroppo contribuito a una forte diminuzione del valore dei nostri immobili. Una via d’uscita potrebbe essere proprio quella di trasformare alcune strutture in condhotel, con appartamenti in grado di ospitare un turismo senior di lunga permanenza. Ma servirebbe prima una nuova visione di città».

E qui si torna a un aspetto che l’Apam aveva già segnalato alcune settimane fa. La città rischia infatti di farsi trovare impreparata di fronte alle richieste dei potenziali investitori (siano essi la Guild Living o chiunque altro). Questo perché a luglio saranno 5 anni dall’approvazione del Regolamento urbanistico e, qualora l’amministrazione comunale non procedesse a un suo “aggiornamento”, scatterebbero le clausole di salvaguardia e, di conseguenza, l’impossibilità di fare qualsiasi sostanziale modifica dell’assetto territoriale.

«Dobbiamo farci trovare pronti – conclude Bartolini – e avere in mente chiara l’idea di città verso cui orientare gli strumenti amministrativi necessari per una sua concreta realizzabilità. L’attivazione delle clausole di salvaguardia produrrebbe la sospensione di ogni determinazione sulle domande di modifica all’assetto territoriale. E questo significherebbe perdere l’opportunità sia di poter modificare le strutture alberghiere in condhotel, sia di offrire a un potenziale investitore un quadro chiaro degli interventi che è possibile o non è possibile fare in città. Confidiamo, pertanto, nell’impegno assunto da sindaco e assessore Emiliano Corrieri a evitare che ciò accada». —

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