Con le consegne a domicilio il mercato del cartone vola

La grande distribuzione e l’aumento dell’e-commerce fanno crescere il settore. Il caso della Big Time Givers di Larciano

LARCIANO. La grande distribuzione organizzata – il boom del settore che mai ha avuto restrizioni nel corso della pandemia – come traino di un comparto tanto collaterale quanto indispensabile. Quello degli scatolifici. Di chi fa imballaggi e packaging, che ha nella Gifco (Gruppo italiano fabbricanti cartone ondulato) l'associazione di riferimento, dentro il sistema Confindustria. La Valdinievole conta decine di aziende, perlopiù piccole e a conduzione familiare. Guida il mini distretto la Big Time Givers, 60 dipendenti diretti e un centinaio con l'indotto, 50.000 metri quadrati di piattaforma logistica e 13.000 di capannoni (con prossimo ampliamento di ulteriori 4.000 mq) nell'area industriale di Castelmartini, a Larciano. Giro di affari di 24 milioni di euro.

Il 2020 è stato tutt'altro che negativo per questa cooperativa fondata nel dicembre 1973 sulle ceneri degli Imballaggi Biagiotti. «Non abbiamo perso un giorno di lavoro, anzi – afferma Fabrizio Bicci, direttore generale dell'azienda – l'organizzazione è stata diversa a causa dei protocolli Covid, ma abbiamo prodotto a pieno regime. Nei primi mesi del 2020 se mi avessero detto che saremmo stati in linea con il 2019 non ci avrei creduto. E invece è stato uno degli anni migliori».


La Big Time Givers non lavora per i grandi portali del commercio online e del retail rapido. Amazon, per esempio, individua produttori e spedizionieri in aste europee, alle quali partecipano società multinazionali, come la Ds Smith (ex Sca) di Porcari. Ma l’azienda larcianese ha tra i clienti ha Nestlè, Sammontana, Colussi. «Per queste industrie facciamo scatole industriali di diverse dimensioni, non quelle che vanno a diretto contatto con gli alimenti (come le confezioni per la pizza, nda)», precisa Bicci. Nella sede di Larciano producono cartone dalla bobina e lo convertono in scatole. Dallo stabilimento escono 50 milioni di metri quadri di cartone l'anno, equivalenti a 20.000 chilometri, «facciamo metà giro dell'Equatore», sottolinea il manager. Significa 250.000 scatole pronte ogni giorno, 70/75 milioni all'anno. «Sembrano numeri altissimi ma non lo sono – spiega il dg della Big Time Givers – se pensiamo che l'Italia, seconda manifattura europea dopo la Germania, produce in un anno 6 miliardi e mezzo di metri quadri di cartone».

Il suo lo fa comunque la cooperativa che nel 2021 compie 48 anni, e che da metà anni 2000 ha visto incrementare commesse e fatturato. Pur con un raggio d'azione ridotto all'Italia del centro nord. Perché pur trasportando “aria” (le scatole sui camion sono vuote), il viaggio costa: per intendersi, per arrivare nel sud della Francia la spesa non scende sotto i 1.500 euro a tragitto. Il cartone e le scatole derivate hanno poi un pregio: sono riciclabili al 100%. «Siamo uno dei pochi circuiti industriali che non sprecano - conclude Bicci – con gli scarti di produzione (i rifili di cartone, nda) viene fatta carta riciclata a base macero, ovvero con l'aggiunta della carta di riviste “disinchiostrate”». —

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