“Vendesi” ma nessuno compra a Montecatini: parlano gli esperti del settore

Il mercato immobiliare commerciale è completamente fermo in città

MONTECATINI. In linea puramente teorica sono tutti, o quasi, in vendita. Basterebbe un’offerta, che se non proprio “equa” fosse almeno non “scandalosa”. E invece di potenziali compratori non se ne vedono all’orizzonte e quei pochi che ci sono, quasi tutti di origine cinese, cercano di metter su una trattativa al ribasso estenuante, che alla fine fa desistere anche i più volenterosi. E così il mercato immobiliare “commerciale” – sia quello dei negozi o dei pubblici esercizi, sia quello delle strutture ricettive – è fermo al palo. A certificare questo dato di fatto sono le stesse agenzie immobiliari che, annusata l’aria di una stagnazione che per il momento sembra irrecuperabile, hanno del tutto abbandonato il settore commerciale.

«Quasi tutto il nostro comparto – dice Maurilio Pintori, titolare dell’agenzia Montecatini Casa di via Cavallotti e vicepresidente provinciale della Federazione italiana agenti immobiliari professionali – non si occupa di negozi, bar o ristoranti. Le uniche attività che hanno un po’ di mercato sono le tabaccherie, mentre diverso è il settore alberghiero: in questo caso di hotel in vendita ce ne sarebbero a decine, ma già la crisi del turismo a Montecatini aveva bloccato le compravendite e ora con la pandemia si è fermato davvero tutto».


Fino a poco tempo fa in via Garibaldi c’era un’agenzia che trattava esclusivamente il mercato immobiliare commerciale, ma ha poi chiuso definitivamente i battenti dopo 25 anni di attività e ora concentra tutto il lavoro nella filiale di Pistoia. «Purtroppo – ci dicono al telefono dalla Dcn, immobiliare attiva nel capoluogo da quarant’anni – non c’è richiesta. Le poche trattative che riusciamo a far partire (gli interessati sono soprattutto di origine cinese) si fermano per l’enorme, direi incolmabile distanza tra domanda e offerta. Così, paradossalmente, sembrano esserci meno fondi in vendita e meno attività da dare in gestione, ma in realtà il motivo è da ricercare nella rassegnazione dei proprietari, che hanno perso la speranza di vendere il loro fondo. E questo sia a Montecatini, sia a Pistoia, che pure era una piazza interessante fino a pochi anni fa».

E le cose non vanno meglio sul fronte alberghiero: da tempo si sente dire che gli hotel di Montecatini sarebbero tutti in vendita e forse la verità non si discosta molto da questo assunto. «Tante strutture – dice Carlo Bartolini, presidente dell’Apam – sono in vendita da anni, ma non mi risulta che ci siano casi particolari legati alla pandemia. Certo, la situazione generale ha contribuito a una forte diminuzione del valore degli immobili: per verificarlo basta dare un’occhiata alle vendite all’asta e questo preoccupa alquanto la categoria. Vie d’uscita? Alcune strutture potrebbero trasformarsi in “combo hotel”, con appartamenti in grado di ospitare un turismo senior di lunga permanenza. Ma servirebbe prima una nuova visione di città». —

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