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La trattoria apre per cena, multati anche 15 clienti: il menù con prezzo a offerta e il blitz delle forze dell'ordine

Il titolare del locale mostra i verbali compilati dalle forze dell'ordine

Sanzione da 400 euro per il titolare e tutti quelli trovati a mangiare nel ristorante in Valdinievole. Chiusura forzata di due giorni dopo l’ispezione dell’Asl: «Martedì riapriamo»

PESCIA. Aderire alla manifestazione di protesta “Io apro” programmata per venerdì è costato caro a un ristoratore di Pescia e ai suoi clienti. Sono fioccati verbali da 400 euro a persona per un totale di quasi 5mila euro. Nessuno sconto, né giustificazioni: è stato graziato soltanto qualche bambino.

Ma non è finita qui, è arrivata anche l’Asl che dopo un’ispezione nelle cucine ha fatto chiudere il locale almeno fino a lunedì 18, quando effettuerà l’ennesimo sopralluogo per verificare che tutto sia a posto.


Nel centro storico di Pescia alla Trattoria c’è Sauro Brunelli, un ristoratore di 58 anni che con il figlio Simone (che di anni ne ha 26) venerdì sera ha violato il Dpcm di Conte. Per tanti è diventato un pericoloso “untore” che non rispetta le norme anticovid, per moltissimi è una specie di eroe. Noncurante degli obblighi, insieme a un manipolo di clienti e amici fedelissimi ha sfidato le leggi dello Stato. Così lui e 15 avventori hanno collezionato 6 mila 400 euro di multa in una sera. Nel suo locale sono arrivate due pattuglie di vigili urbani, una di carabinieri, la Digos e la macchina dell’Asl.

«Ero stato ammonito sin dal pomeriggio – racconta Sauro Brunelli – alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine erano venuti per dissuadermi dal tenere aperto. Ma ho ribadito che l’avrei fatto a tutti i costi».

E così è stato. Sauro e suo figlio dopo il servizio di mezzogiorno hanno ripulito la sala e si sono messi a preparare il menù per la serata. Invece di chiudere tutto alle 18 hanno lasciato la porta aperta. Così uno a uno sono arrivati i clienti per la cena. Non in tardo orario, perché Sauro voleva rispettare il coprifuoco delle 22. Anche se alla Trattoria ci sono 35 posti, nel rispetto delle norme aveva apparecchiato per 25. Tavoli da due e da tre al massimo. Tutti destinati a ospitare famiglie o conviventi. Per entrare un bel cartello che ricorda l’uso della mascherina anche per andare in bagno e l’obbligo di sanificarsi le mani con il gel. E un monito a finire la cena entro le 21,45 per assicurare a tutti il ritorno a casa prima delle 22. Quasi tutti i clienti arrivano a piedi, abitano poco distante e sono frequentatori del locale da molti anni. «Le forze dell’ordine erano appostate all’esterno – spiega Sauro Brunelli – hanno aspettato che la trattoria fosse piena. Noi abbiamo cominciato a servire il primo, la bistecca, quello che avevamo preparato. C’era una specie e di menù fisso con prezzo a offerta. I clienti si sono dimostrati dei veri amici. Hanno pagato anche 25 o 30 euro a testa per darci una mano».

All’improvviso è scattato il blitz. Gli uomini in divisa sono entrati e dopo aver identificato tutte le persone che stavano cenando hanno redatto i verbali. Sauro era consapevole di quello che sarebbe accaduto, lui stesso da giorni dal proprio profilo Facebook aveva spiegato le proprie ragioni invitando i clienti ad andare a cena. «Ho bisogno di lavorare – esclama Sauro – non chiedo di andare in ferie, non voglio lussi, voglio solo poter lavorare. La nostra è una ditta a conduzione familiare e non possiamo permetterci di essere tre adulti in famiglia tutti a carico di mia moglie. È una questione di dignità. Per quale motivo posso avere gente a pranzo e non a cena?».

La lotta non si ferma qui. Imperturbabile e senza paura, appena l’Asl lo permetterà lui continuerà la protesta. «Vi aspetto tutti martedì a a cena», conclude Sauro. 

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