Contenuto riservato agli abbonati

Don Bernardino Varga lascia Chiesina Uzzanese

Don Bernardino Varga

Alla terza richiesta di trasferimento, alla fine il vescovo acconsente. I parrocchiani si dividono e spunta anche una petizione 

Maria Salerno

CHIESINA UZZANESE. Nei prossimi giorni, don Bernardino Varga lascerà la guida della parrocchia di Santa Maria della Neve a Chiesina Uzzanese. È stato lo stesso sacerdote ad annunciarlo durante la messa di domenica scorsa.


La notizia ha suscitato molto scalpore nella piccola comunità di Chiesina, dove da giorni, soprattutto sui social, si moltiplicano illazioni, ipotesi e richieste di chiarimenti in un clima avvelenato, fatto anche di maldicenze e invettive all’indirizzo del prete. Qualcuno è arrivato addirittura a supporre un allontanamento d’imperio da parte del vescovo. La notizia è stata categoricamente smentita dalla Curia di Pescia, che spiega come le dimissioni di don Bernardino siano giunte nelle mani del vescovo già lo scorso mese di maggio e di come monsignor Roberto Filippini avesse chiesto al parroco di ripensarci, soprattutto vista la contingente emergenza sanitaria. Accolta la richiesta, le dimissioni sono state nuovamente presentate qualche mese dopo e ancora una volta il vescovo ha chiesto al parroco di attendere tempi migliori, fino a questi giorni in cui la volontà di andar via di don Bernardino sembra essere divenuta improcrastinabile.

Ma cosa ha spinto il sacerdote ad abbandonare la sua parrocchia, nella quale era giunto poco più di un anno fa, nel settembre del 2019? Secondo la Curia don Bernardino si sarebbe trovato al centro di uno scontro tra fazioni opposte presenti all’interno della comunità, una conflittualità che il sacerdote non sarebbe stato in grado di gestire e che nel tempo gli è risultata intollerabile. Non è colpa di don Bernardino, hanno sottolineato più volte dalla Curia, ma si tratta di turbolenze ordinarie che possono venirsi a creare tra il parroco e i suoi parrocchiani .

Insomma, tanto rumore per nulla sembrerebbe, non sempre si riesce ad andare d’accordo, anche se una parte della comunità chiesinese è di tutt’altro avviso. Si tratta di quei parrocchiani che attribuiscono proprio al sacerdote la responsabilità della chiusura del circolo Anspi “l’Incontro”, il cui scioglimento è stato votato all’unanimità dai 53 soci lo scorso mese di luglio, dopo 37 anni di attivismo all’interno della comunità e senza che i motivi siano mai stati resi pubblici. E anche in questo caso le illazioni non sono mancate.

Ma c’è invece chi ha accolto con amarezza l’annuncio del parroco e gli ha chiesto di rimanere. È stata promossa una petizione atta «a dimostrargli che per noi era ed è sempre il benvenuto». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA