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Trasporto studenti a Montecatini, missione compiuta

Studenti alla fermata dei pullman in piazza Italia (Foto Nucci)

A Montecatini le vecchie resse ora sono un ricordo. Ai BluBus sono stati affiancati quelli privati di colore bianco 

Luca Signorini

Montecatini. Nello spazio di quindici minuti (o anche meno) ci si gioca reputazione e futuro. Tra le 7,55 e le 8,10 al mattino, tra le 13 e le 13,15 al pomeriggio. L’inquietudine negli occhi sopra le mascherine di autisti, controllori, tutor e persino passanti che si vedono arrivare incontro, all’uscita di scuola, gruppi di ragazzi diretti in piazza Italia (per lo più provenienti dall’istituto Alberghiero). Chi prosegue per la stazione e sale sul treno, chi si ferma alla piazzola di un pullman, ultimo trasferimento verso casa. Nel preciso istante aumenta il traffico di bus nel mega piazzale: scendono studenti con lo zaino in spalla in arrivo da Monsummano (dove c’è l’istituto Forti) e da Pescia. È un caos calmo comunque, gli allievi in presenza nelle classi sono ridotti al 50% e si vede quando nel parcheggio scambiatore di Montecatini si riunisce la flotta di torpedoni per scaricare i giovani passeggeri. Sono qualche decina e non costituiscono folla, poi ognuno prende direzioni diverse e l’apprensione svanisce.


Da ieri, lunedì 11 gennaio – giorno del rientro in classe per le scuole superiori – accanto ai BluBus di linea, in Valdinievole agiscono dieci mezzi in più noleggiati a Toscana Bus. Si riconoscono dalla livrea bianca, hanno 52 posti a sedere (dei quali 25 utilizzabili), un libro di bordo e profumano di nuovo. Si muovono tra Pescia, Lamporecchio e Fucecchio. «Viaggiamo in sincrono con i mezzi di linea, ci muoviamo subito dietro i bus blu: gli studenti che non prendono loro salgono da noi», spiega Roberto Pidinchedda, autista di Toscana Bus.

Assistiamo a una scena: un pullman blu e uno bianco partono alla volta di Monsummano, al loro ritorno da quello blu scendono cinque ragazze: quello bianco è vuoto.

«Il problema del trasporto e degli assembramenti emergerà forse quando rientrerà il 100% degli studenti in classe, se gli orari di ingresso e uscita saranno per tutti gli stessi », sottolinea Pidinchedda. «Adesso ci sono più pullman che studenti», aggiunge un altro autista senza mai perdere di vista gli adolescenti: finché restano sulla banchina sono responsabilità sua.

Le corriere di questi tempi hanno più limitazioni che posti a sedere: solo dal portellone laterale sulla coda del mezzo si può salire e scendere, vietato l’accesso (ci sono i cartelli) alle scalette sul davanti, le fettuccine bianche e rosse sono piazzate a proibire la “contaminazione” delle ultime file sul fondo e delle prime due dalla parte del guidatore, tra un passeggero e l’altro ci deve essere almeno un sedile vuoto. «Purtroppo ci sono ancora ragazzi che salgono a bordo senza mascherina, e noi dobbiamo riprenderli», racconta un autista impegnato a sanificare l’abitacolo. Sulla banchina della stazione ferroviaria invece stanno vigili quattro volontari: tre sono del Corpo forestale volontario Esaf, uno è del Soccorso pubblico. Osservano due turni giornalieri: dalle 7,30 alle 9,30 e dalle 12,30 alle 14,30. «Controlliamo che i ragazzi rispettino le limitazioni, evitino gli assembramenti e portino la mascherina. Per ora si stanno comportando bene», dice Antonio Ruggiero dell’Esaf. Coordinati dalla Protezione civile su indicazioni della Prefettura, sorvegliano la stazione di piazza Italia, la stazione piccola di Montecatini Centro e lo scalo di Pescia. Coinvolti nel servizio ci sono anche gli operatori di Croce Rossa, Misericordia e Vab. È il dispositivo messo in campo dalla Regione e reso operativo sui territori. Regge con il 50% degli studenti in classe. Dopo, chissà. –

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