«Positivi al Covid e considerati come appestati. Non è giusto»

Sabrina Gilardi ha sofferto molto economicamente e anche per essersi sentita abbandonata. Ma non da tutti

MONTECATINI. Sabrina Gilardi, 45 anni, titolare della Ranieri Viaggi e delegata in Confindustria Toscana nord turismo, è stata positiva al Covid con il suo compagno dal 15 marzo al 24 aprile. La sua è stata una delle prime famiglie di montecatinesi ad ammalarsi. Per lei non è stato facile affrontare il Covid e combattere con i pregiudizi della gente. «Dagli estranei solo commenti sgradevoli sui social e sguardi di paura – ricorda Sabrina Gilardi –. Per fortuna amici, parenti e dipendenti ci sono stati vicini anche portandoci da mangiare. Per me, la mia famiglia e la mia azienda il Covid è stata una durissima prova».

Solo nel 2018 la Ranieri Viaggi fatturava 5 milioni di euro piazzandosi al primo posto come azienda legata al turismo in provincia. Quella di corso Roma non è soltanto un’agenzia di viaggi, ma è un vero e proprio punto di riferimento per migliaia di turisti che arrivano dall’Europa e anche oltreoceano per visitare l’Italia. Da marzo in poi questo ottimo risultato imprenditoriale è sparito. «Con la Pandemia il giro d’affari della Ranieri ha avuto un calo del 97 per cento. Il 2020 è perso e anche il 2021 – aggiunge Sabrina –. Non so cosa succederà in futuro, ma so per certo che il turismo è programmazione e non improvvisazione. Per esempio vanno preparati i cataloghi, i programmi di viaggio. Noi ci occupiamo soprattutto di incoming e di tour per stranieri».


Con il Covid l’agenzia, anche se è rimasta aperta al pubblico, di fatto non ha avuto incassi, perché a parte qualche biglietto ferroviario o aereo per chi deve viaggiare per forza per lavoro nessuno ha potuto prenotare né programmare viaggi. «Sto vivendo grazie ai miei risparmi – chiarisce Sabrina – i miei 12 dipendenti sono in cassa integrazione. Pago le spese e tutti gli aspetti burocratici dell’azienda sempre grazie ai soldi che avevo da parte. Aspettiamo anche gli aiuti promessi dallo Stato».

Non solo crisi economica, ma anche amarezza per il periodo passato in quarantena. «Dalla peste sono passati secoli – chiosa – e non è giusto considerare un positivo al Covid come un appestato. Le persone infettate, soprattutto durante il primo lockdown, sono state lasciate troppo sole. Io ringrazio tantissimo la signora d’Antonio della Asl che mi ha fatto ricongiungere con il mio compagno, perché se fosse stato per gli organi di controllo avrei dovuto affrontare la malattia da sola» .

Quando la famiglia era in quarantena è rimasta a lungo senz’acqua calda e riscaldamento, perché si era rotta la caldaia e nessun tecnico voleva recarsi nell’abitazione per paura del virus. «La mia riconoscenza va alla Protezione civile di Montecatini con il suo responsabile Emanuele Tagliaferro – conclude Sabrina – perché è soltanto grazie a loro se abbiamo risolto il problema. Dopo aver allertato il sindaco Baroncini è stato attivato un protocollo speciale della Prefettura che ha visto l’intervento anche dei vigili del fuoco e di un’ambulanza. Sono stati tempestivi ed efficienti. Hanno fatto vestire con una tuta protettiva il tecnico che ha riparato il nostro impianto allestendo sulla strada una postazione per attuare tutte le procedure di sicurezza».