Dalla fuga dai fascisti al centesimo compleanno

Il sindaco Baroncini ha

Festeggia oggi, 9 gennaio, un secolo di vita Renato Miniati, per tanto tempo portiere alle Panteraie e operaio al salumificio Doretti

MONTECATINI. Se ha potuto festeggiare il suo centesimo compleanno, lo deve molto alla fortuna e alle sue gambe forti di ragazzo. Perché per un soffio – anzi per una buona fuga fra rovi e canne – e al fatto di essere stato l’ultimo della fila, riuscì a sfuggire ai fascisti.

È solo un ragazzo Renato Miniati quando, insieme con cinque amici, viene catturato dai fascisti intenti a razziare la fattoria dove vive e lavora con la famiglia. Vengono portati in un campo e allineati. Renzo sa quello che l’aspetta. Fucili e pistole in mano e tanta rabbia da sfogare su quei sei ragazzotti impauriti. Questione di secondi. Il giovane è l’ultimo della fila verso il bosco. Nell’incoscienza dei suoi pochi anni, lui non lo sa ancora, ma grazie alla fuga sceglie fra la vita e la morte. Non si volta indietro, comincia a correre così forte che ancora oggi si stupisce di come per la paura non sentì neppure il dolore causato dalle spine dei rovi in cui si tuffò.

Da quel giorno, e dal periodo della giovinezza insieme con Don Milani, che vicino a quelle cascine conduceva la sua Resistenza, sono trascorsi molti anni. Renzo Miniati ha lavorato, vissuto, creato una bella famiglia ed è arrivato ad un traguardo speciale. E oggi, nella sua casa di Montecatini, compie 100 anni.

Nato a Vicchio del Mugello, trascorse parte della giovinezza a Rupecanina. Primo di cinque figli – Giuliano, Ezio, Renzo e Mario gli altri – ha vissuto la Seconda guerra mondiale, ha conosciuto Don Lorenzo Milani, ha partecipato alla ripresa del dopoguerra, passando dal lavoro nei campi al lavoro di artigiano, creando penne stilografiche in un’azienda storica di Firenze. Nei primi anni Sessanta, arrivò a Montecatini. Ha vissuto gli anni d’oro delle Panteraie, dove la sera, per oltre 25 anni, ha fatto il portiere, mentre durante il giorno lavorava al salumificio Doretti. Proprio a Montecatini ha conosciuto Adriana Pagliarini, una donna dal carattere forte e dolce con cui ha cresciuto i suoi tre figli.

La famiglia è sempre stata la sua priorità: usciva la mattina alle sei e in bicicletta andava al lavoro, qualunque fosse il tempo, e, sempre in bicicletta, tornava a pranzo per stare con la famiglia, per poi ripartire. È stato una persona dal carattere molto forte. Ha vissuto insieme alla moglie la salute molto precaria del figlio Luigi e, nonostante le difficoltà, non ha mai fatto mancare serenità e gioia ai suoi cari.

Oggi, gli auguri, oltre che dalle figlie Simona e Fabrizia, gli arrivano anche da tutto Il Tirreno.