I rincari delle bollette introdotti da Alia scatenano la protesta

A Montecatini l’aumento più consistente: oltre 400mila euro Più 120mila a Monsummano e 55mila a Pieve a Nievole

Luca Signorini

Montecatini. Il regalo di fine anno dell’aumento della Tari ha scatenato un putiferio politico che però, come sempre accade, ha finito per confondere le acque in una materia già di per sé complessa.


Lo scontro comunque non pare placarsi: a Montecatini, per esempio, i sei consiglieri di minoranza (Pd, Movimento 5 Stelle e Italia Viva) hanno presentato la richiesta di convocare un ulteriore consiglio comunale dove discutere di tassa sui rifiuti (ma anche della piscina comunale e della Protezione civile), per dare mandato al sindaco di intraprendere iniziative a tutela di cittadini e imprese.

Il Piano economico e finanziario di Alia, il gestore del servizio rifiuti nelle province di Pistoia, Prato e Firenze, si è chiuso con 14 milioni di euro in più rispetto al 2019 a livello di Ambito Toscana Centro (la cui assemblea è formata da 65 sindaci). Questo è dovuto essenzialmente al fatto che Arera (Autorità nazionale di regolazione dell’energia) ha approvato una delibera (la 443 del 2019) per l’introduzione di nuovi metodi di calcolo delle tariffe, con una percentuale massima di incremento pari al 6, 6%. Al balzello imposto da Roma si aggiungono nuovi costi da coprire nel caso di Alia: l’assunzione di personale, minori ricavi nella vendita delle materie prime tratte dai rifiuti, le spese per lo smaltimento.

Il Pef è stato approvato nell’assemblea di Ambito con 43 voti favorevoli, cinque contrari (Pistoia, Agliana, Chiesina Uzzanese, Marliana e Montecatini, tutte amministrazioni di centrodestra) e sei astenuti (Cantagallo, Carmignano, Massa e Cozzile, Vaglia, Vaiano e Vernio).

Poi lo stesso documento è passato in tutti i consigli comunali (nell’ultima riunione dell’anno) per la presa d’atto, che consente di dilazionare i maggiori costi in tre anni (dal 2021). Per fare degli esempi, Montecatini ha registrato un aumento di quasi 400mila euro, Monsummano di oltre 120mila, Pieve a Nievole di circa 55mila, in proporzione al numero di residenti e attività commerciali. A questi importi vanno scalati conguagli inferiori rispetto al 2018 e altre voci come il mancato rispetto di impegni contrattuali da parte di Alia. In sostanza, l’aumento in bolletta dovrebbe aggirarsi intorno al 5%. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA