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Società della salute, verifica sull’elezione di Torrigiani

Il sindaco Alessio Torrigiani

Nel voto di lunedì l’assemblea non ha deliberato a maggioranza delle quote Il sindaco Baroncini: «Contestiamo il metodo seguito per la scelta del nome»

Montecatini. Non parte con il piede giusto il nuovo corso della Società della Salute della Valdinievole (e della Conferenza dei sindaci). Per la prima volta nella storia del consorzio pubblico – istituito con legge regionale del 2005 – il presidente non è stato eletto con l'unanimità dei consensi degli undici comuni soci. Tra l'altro, per convalidare la nomina del sindaco di Lamporecchio Alessio Torrigiani è in corso una verifica legale: lo statuto infatti, all'articolo 8 comma 2, definisce come “l’assemblea delibera di norma a maggioranza delle quote di partecipazione dei suoi componenti”. Nel voto avvenuto lunedì mattina questa maggioranza delle quote non c'è (non si esprime l'Asl Toscana Centro, che vale il 33%): Torrigiani si è assicurato il 37% delle quote (i Comuni di Lamporecchio, Larciano, Monsummano, Pieve a Nievole, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano), il restante 30% (Montecatini, Pescia, Buggiano e Chiesina Uzzanese) ha preferito astenersi.

«Niente di personale contro Torrigiani, che giudichiamo all'altezza del ruolo e a cui daremo massimo sostegno e collaborazione – afferma Luca Baroncini, sindaco di Montecatini – abbiamo però contestato il processo seguito per la scelta del nome, su cui non c'è stata condivisione. Il nostro è un segnale al territorio: in Valdinievole esiste anche il centrodestra (Chiesina e appunto Montecatini, nda), c'è poi un'espressione civica (Pescia, nda), dobbiamo essere coinvolti dal centrosinistra».


Le quattro amministrazioni non “allineate” avevano avanzato due proposte alternative a Torrigiani: prima il sindaco di Chiesina Fabio Berti (che resta vicepresidente Sds), poi il collega di Buggiano Daniele Bettarini, già a capo del consorzio tra il 2011 e il 2014. «Non siamo stati nemmeno presi in considerazione», sottolinea Baroncini. Bettarini rappresenta il dardo che potrebbe aprire una voragine negli equilibri politici: lui che appartiene al Pd ma ha espresso opinione diversa dal suo partito, è in sostanza ai ferri corti con gli omologhi che indossano la stessa maglia. Un bel daffare in un’epoca nella quale si invoca la coesione di scelte e obiettivi. Rincara la dose Berti: «Il Pd deve iniziare a capire che gli undici Comuni della Valdinievole non sono più tutti dello stesso colore. Speriamo che dalla votazione per la Sds sia passato un messaggio forte. Non c'è nessuna intenzione di creare ulteriore imbarazzo, ma chiediamo per il futuro una convergenza maggiore, senza scelte calate dall'alto». Aggiunge: «La nostra astensione è sul metodo, non sulla figura del sindaco di Lamporecchio. Siamo andati un po' troppo per le lunghe su una decisione che andava presa condivisa già a partire da febbraio, in tutti questi mesi però non ci siamo mai incontrati e non c'è stato confronto». Torrigiani (che sostituisce l'ex sindaco di Uzzano Riccardo Franchi) fa da paciere: «I distinguo emersi hanno risvolti politici dati dalla situazione attuale. Ma la Società della Salute è di tutti i Comuni e di tutti i cittadini: intendo rappresentarla partendo da questo presupposto. La mia sarà una gestione collegiale e unitaria, i successi e gli insuccessi hanno ripercussioni sull'intera Valdinievole. E tutti hanno l'interesse che la Sds si esprima al massimo delle potenzialità, nessuno vuole farla zoppicare. L'impegno mio va in questo senso». —