«Pronti a investire 1,7 miliardi di euro». La Guild Living si presenta a Montecatini

Ha incontrato le istituzioni la società inglese che vuole recuperare immobili termali e costruire appartamenti per la terza età

MONTECATINI. Il recupero di gran parte del patrimonio immobiliare termale, il completamento della piscina alle Leopoldine, la realizzazione di un complesso immobiliare da centinaia di appartamenti. Si fonda su questi pilastri il piano generale dedicato alla longevità e alla terza età presentato ieri dalla Guild Living a Regione, Comune e Terme. Un progetto di ristrutturazione completa per Montecatini con un investimento totale da 1, 7 miliardi di euro.

A illustrare l’idea portante che la società londinese vorrebbe realizzare in città sono stati Eugene Marchese (chiare origini italiane, studi in Australia e ad Harvard, fondatore della Marchese Partners Architects e, nel 2018, della Guild Living assieme a Michael Eggington) e Paolo Moncini (architetto valdinievolino, ma da anni residente all’estero e collaboratore di Marchese).


Dall’altra parte del tavolo erano presenti l’assessore regionale alle partecipate Stefano Ciuoffo, la consigliera regionale Federica Fratoni, la giunta comunale al completo e l’amministratore unico delle Terme Alessandro Michelotti.

Nell’incontro è stata spiegata la mission della società inglese: fare di Montecatini una città dedicata alla longevità, a nuovi e salutari stili di vita, alla prevenzione ma anche all’assistenza. Con centri di studio e ricerca, base per la convegnistica, studi medici, ma anche rsa e complessi immobiliari con una rete di servizi di supporto agli anziani ancora autosufficienti. Strutture che andrebbero a fondersi in parte nel patrimonio immobiliare termale esistente, in parte in edifici da realizzare ex-novo.

Nel primo caso si parla di portare a termine il complesso wellness delle Leopoldine, di recuperare l’area dell’ex-Imbottigliamento, della Salute (è qui che potrebbe sorgere lA rsa) e di altri immobili dismessi.

Ma la Guild Living ha messo gli occhi anche sul campo pratica golf, spazio verde che giace inutilizzato da vent’anni ai margini della pineta, dove si concentrerebbe il progetto immobiliare con la realizzazione di un grande complesso di appartamenti.

Un piano, come si può intuire, che avrebbe un forte impatto urbanistico. Il primo passo di verifica sulla fattibilità (anche politica) deve quindi essere svolto dal Comune.

«Il progetto è quanto mai ambizioso – dice il sindaco Luca Baroncini – ma anche affascinante e sicuramente da prendere in considerazione. E lo faremo coinvolgendo la città per capire tutti insieme, comprese minoranze e categorie economiche, la soluzione migliore. D’altra parte si parla di un investimento da 1, 7 miliardi di euro, già finanziato, in grado di portare migliaia di posti di lavoro e benefici a tutto l’indotto. Sarebbe un delitto rispondere di no solo per paura: dobbiamo avere il coraggio di approfondire quella che potrebbe rivelarsi un’occasione imperdibile».

Non è la prima volta che la città si trova a sognare attorno alle sue Terme: in passato lo ha fatto con la cordata ascolana, il master plan di Massimiliano Fuksas, il progetto del parco acquatico alla Salute. Speriamo che stavolta possa andare diversamente. –