Avvocato di Montecatini: «Sono positivo e nessuno ritira i miei rifiuti, il mio giardino presto una discarica»

Racconta la sua odissea: non solo i problemi legati alla malattia, ma anche le difficoltà pratiche a volte davvero paradossali

MONTECATINI. Trenta giorni di Covid, spazzatura e caccia al tampone. Ci vorrebbe proprio la lettera di un avvocato se non fosse che la storia tribolata tra sanità e caccia al servizio rifiuti speciali riguarda proprio Alfredo Calistri, noto avvocato montecatinese.

«Mi sento male il 18 ottobre nel pomeriggio – racconta Calistri – il giorno dopo ho la febbre alta, con la tachipirina non passa e mi viene prescritto il tampone. La prenotazione avviene sul sito “Prenota tampone sanità toscana”, ho la febbre alta e sto male, con grande sforzo riesco ad accedere al sito e, mio malgrado, l’unico posto possibile libero è per il 23 ottobre a Prato. Ma non ce la faccio ad alzarmi e a guidare. Così faccio il tampone privato a pagamento direttamente a casa».


Il giorno dopo viene comunicato all’avvocato l’esito del tampone fatto presso la Lamm convenzionata con il Servizio sanitario nazionale. «Il 30 ottobre – spiega Calistri – rifaccio il tampone riuscendo tramite il sistema di prenotazione a fissarlo alla Misericordia di Pistoia, gentilissimi e precisi. Il giorno dopo ho la risposta che trovo sul sito: sono positivo».



La febbre è sempre alta e il 1° novembre l’avvocato sente suonare alla porta. «Sono i vigili urbani – continua Calistri – che vogliono il mio numero di telefono, perché devono trasmetterlo all’Asl. Io chiedo: com’è possibile che l’Asl non lo abbia dal momento che ricette e prenotazione tamponi mi sono arrivate per sms? Comunque sia, lo comunico nuovamente».

È il 3 novembre quando arriva una chiamata dall’Asl che gli assicura che presto provvederà ad inviargli per email le misure di prevenzione della quarantena.  «Ribadisco che il mio primo tampone positivo è stato quello del 23 ottobre – aggiunge l’avvocato – Mi chiedono se sono solo a casa, rispondo di sì e subito mi invitano a non buttare la spazzatura, perché mi avrebbe contattato il Comune per ritirare il rifiuto speciale».  Scatta per l’utente la raccomandazione di insacchettare per due volte e di comunicare la negatività non appena si fosse verificata.

«Non mi informa di altro – commenta Calistri – né a chi mi posso rivolgere per avere le medicine che nel frattempo il medico di base mi ha prescritto, né come fare per la spesa. Per fortuna, grazie all’aiuto di mia sorella e dei miei colleghi, risolvo da solo. Mi chiedo: ma se non ci informano, come facciamo a sapere a chi rivolgerci? ». Quella è l’ultima chiamata che riceve a casa l’avvocato.

«Dal 3 novembre tutto tace – chiosa Calistri –, nessuno si fa sentire né dal Comune e tantomeno da Alia per ritirare la spazzatura. Il 7 novembre il mio giardino comincia a diventare una discarica e quindi chiamo di nuovo Alia, spiego la questione e la signorina mi dice candidamente che nessuno ha comunicato il mio nominativo e quindi attiva (a suo dire) la mia pratica per il ritiro e annota il mio cellulare».

Il 12 novembre ancora nessuno si fa sentire. L’avvocato richiama e sollecita il suo problema. «Il 14 novembre – aggiunge Calistri – ricevo una mail da Alia che mi comunica che è stata avvertita dal Comune di Montecatini della mia positività e mi richiedono il numero di telefono, perché non lo hanno. Rispondo spiegando nuovamente tutto. Solo il 17 novembre mi contattano da Alia e mi mandano una brochure su come smaltire i rifiuti, dove c’è scritto che mi avrebbero contattato per telefono per consegnarmi il kit per il conferimento. Mi pare un comportamento inaccettabile – conclude Calistri – Appena riceverò la comunicazione della cessazione dell’isolamento dall’Asl, porterò da solo la spazzatura al bidone». 
 

La guida allo shopping del Gruppo Gedi