Addio a Mariella, la maestra di Valchiusa

Generazioni di pesciatini la ricordano: «Preparata e paziente, anticonformista già dagli anni ’60». Il dolore della figlia

“Maestra! Maestra!”. Così l’appellavano i suoi ex alunni, quando la incontravano per strada, la maestra Mariella Bonaguidi Chiavacci, scomparsa martedì all’età di 83 anni. Per oltre trent’anni ha insegnato alla primaria di Valchiusa, prima come supplente, poi come maestra di cattedra. Generazioni di pesciatini sono passati dalle sue aule e la ricordano con affetto, anche sui social, dove all’annuncio della sua scomparsa si sono moltiplicati in pochi istanti i messaggi di cordoglio. «Una donna brillante, schietta, simpatica»: così la ricorda Vanda Silvestri, insegnante, che oltre ad essere stata “collega” di Mariella, era stata anche sua alunna. «Ho fatto la prima elementare nell’anno scolastico 1961 – 62 e la maestra Mariella venne a farci una supplenza, forse in seconda o in terza, comunque in quegli anni – ha sottolineato Vanda, nella voce tutta la commozione di chi torna indietro con la memoria ad un periodo spensierato della sua vita – e la ricordo benissimo: una maestrina giovane e fresca, con l’entusiasmo tipico di chi sta iniziando. Piena di verve e voglia di lavorare. Così la ricordo. Mi dispiace moltissimo che se ne sia andata». Oltre a fare le supplenze, in quel periodo Mariella faceva il doposcuola organizzato dal Cres, il patronato scolastico. Una sperimentazione per quei tempi.

A Pescia la maestra Mariella era veramente conosciuta e stimata da tutti, chi non è stato suo alunno può comunque dire di avere avuto un figlio o un nipote o un amico che ancora a distanza di tantissimo tempo la rammenta, non solo sotto il profilo della didattica «preparata e paziente», ma anche dal punto di vista umano: «solare, sempre col sorriso sulle labbra». E ancora: «Una donna fuori dagli schemi, anticonformista già negli anni ’60 – dicono di lei alcune colleghe – moderna anche nel modo di porsi, di parlare, di stare al mondo. Un’entusiasta della vita».


Un entusiasmo e una vitalità che Mariella non ha perso negli anni. «Trascorrevano ogni Natale da lei – ci racconta la figlia Maria Cristina, la voce strozzata dal pianto – era il perno della casa, ha lasciato un grande vuoto, siamo distrutti. Non ci aspettavamo che ci lasciasse, non così».

Mariella era stata ricoverata in ospedale a causa di una frattura al femore, ma si era perfettamente ristabilita e lunedì avrebbe dovuto fare rientro a casa, poi una complicazione le è stata fatale. Lascia due figlie: Maria Cristina e Maria Luisa, e il marito Publio. –


 

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