Aperitivo nel pomeriggio al posto del caffè e se non si può cenare arriva... il brunch

Alla Cascina cucina sempre aperta dalle 12 alle 18. Cardelli: «Nel fine settimana si parte con champagne e cioccolata»

MONTECATINI. Un prosecco o un bicchiere di vino al posto del the o del caffè. All’aperitivo non si rinuncia. In tempi di semi-lockdown il bar del cuore chiude alle 18? Se non c’è soluzione basta spostare indietro le lancette e tutto potrà tornare come al solito, o quasi. Quando diventa impossibile farlo prima di cena, basta cambiare fascia oraria. In molti locali della movida dalle 16 in poi si comincia già a “sbocciare”.

Se gli avventori in qualche modo cercano alternative per non rinunciare definitivamente alla bevuta pomeridiana, l’umore dei titolari non è dei migliori, e neppure i contributi a fondo perduto in arrivo sembrano risollevare il morale. Facendo un giro sul viale 4 Novembre, sede principale della movida montecatinese, già dalle 15 c’è chi occupa tavoli nelle verande e consuma aperitivi in compagnia. Da terminare rigorosamente prima delle 18 per evitare che la bevuta si trasformi in multa.


E di conseguenza dalle 18 in poi la città si svuota e con le vetrine spente di molti bar anche i commercianti stanno prendendo in considerazione la possibilità di cambiare orario di apertura e chiusura.

In Viale Verdi la Cascina Igea corre ai ripari e con un mega cartellone annuncia ai passanti che “La cucina è aperta dalle 12 alle 18”. Con il nuovo decreto non si scherza, dalle 18 in poi c’è solo la possibilità dell’asporto e il timore è che non possa bastare a sostenere un locale con 35 dipendenti. «Abbiamo sulle spalle una grossa responsabilità – spiega Giacomo Cardelli, il titolare – d’estate abbiamo lavorato bene e abbiamo pagato gli stipendi, adesso il pensiero che possano ritornare in cassa integrazione mi sconcerta. Senza contare che senza il servizio ai tavoli verrà a mancare anche la parte delle mance».

Ma alla Cascina non ci si perde d’animo e la proprietà assicura ai clienti una cucina aperta anche col sushi per 6 ore consecutive. «Certo gli italiani non sono abituati a cenare alle 17, né alle 12, soprattutto per motivi di lavoro. Montecatini non è una grande città – prosegue Cardelli – e in questi giorni abbiamo lavorato a pranzo. Poi nelle prime ore del pomeriggio sono arrivati clienti più giovani che per la voglia di stare insieme hanno consumato soprattutto vino e prosecco» .

In programma per sabato e domenica anche un brunch e un regalo per i clienti affezionati. «Abbiamo pensato ad un connubio champagne e cioccolata – dice ancora Cardelli – la prima bevuta con l’assaggio la offriamo noi. Cerchiamo di andare avanti, ma la situazione è molto triste. Abbiamo fatto sacrifici per adeguarci al protocollo di sicurezza, ma non è bastato. Quello che più mi manca è avere il locale pieno di gente, per me è fondamentale il rapporto con il cliente».

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