Montecatini, lascia gli arresti domiciliari Oliviero Zavagli

Oliviero Zavagli

Il Tribunale del riesame di Firenze accoglie il ricorso dell’imprenditore accusato di favoreggiamento in un’indagine anti-droga

montecatini

Torna in libertà Oliviero Zavagli, il 71enne imprenditore montecatinese arrestato il 10 luglio dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia di Pistoia nell’ambito dell’operazione Kalispera, che ha smantellato un vasto giro di spaccio di hashish e cocaina con l’esecuzione di 22 ordinanze di custodia cautelare tra carcere e domiciliari. Un giro che non coinvolgeva direttamente Zavagli, che infatti è accusato unicamente di favoreggiamento nei confronti di altri due indagati albanesi, e per questo era finito ai domiciliari. Venerdì, il Tribunale del riesame di Firenze ha accolto la richiesta del suo difensore Luca Bechini, sostituendo la precedente misura con quella assai meno afflittiva dell’obbligo di dimora nel comune di Montecatini.


Oliviero Zavagli, spiegano i giudici fiorentini nell’ordinanza, quando era stato discretamente contattato dalla pg per accedere in modo riservato nell’abitazione di via del Salsero, di cui aveva la disponibilità, al fine di procedere all’installazione di un’apparecchiatura di intercettazione ambientale non aveva esitato ad avvertire gli inquilini delle indagini sul loro conto, in particolare uno di loro, Maradon Ajazi, attualmente in carcere , «aiutandolo palesemente ad eludere le investigazioni.

«Tuttavia – si legge nell’ordinanza – in considerazione del ruolo marginale avuto nella vicenda, non risultando coinvolto nei reati inerenti il traffico di sostanze stupefacenti, misura idonea a fronteggiare il pericolo di recidiva , oltre che adeguata e proporzionata all’entità del fatto, è la misura cautelare dell’obbligo di dimora».

Il suo avvocato, aveva inoltre fatto presente ai giudici che per lo Zavagli non sussiste il rischio di reiterare il reato e che, a differenza degli altri indagati, l’imprenditore svolge una regolare attività lavorativa ed è perfettamente integrato nella società.

Come detto l’indagine dei carabinieri ha disarticolato un gruppo italo-albanese dedito allo spaccio di cocaina e hashish, principalmente in provincia di Pistoia, dove sono state documentate circa 6.000 cessioni negli ultimi dieci mesi. Al centro, secondo gli inquirenti, una famiglia albanese che gestisce il ristorante greco Kalimera, in via del Salsero, a Montecatini.

Oltre che a Zavagli, il Riesame ha mitigato la misura ad altri 6 indagati che avevano presentato ricorso: tre hanno lasciato il carcere per i domiciliari; due hanno ottenuto l’obbligo di dimora al posto dei domiciliari; uno l’obbligo di presentazione alla pg invece dell’obbligo di dimora. —

M.D.

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