Terme, stop alla messa in liquidazione: la Regione fa slittare tutto all’autunno

Lo stabilimento termale Tettuccio a Montecatini (Foto d'archivio)

L’assessore Fratoni annuncia: «Stiamo per approvare una nota aggiornata al Documento di economia e finanza»

MONTECATINI. Un’altra boccata d’ossigeno per le Terme (e stavolta è ben più ampia rispetto alla precedente occasione, che rimandò i termini di “soli” due mesi). Il Documento di economia e finanza regionale (il Defr) sta per essere nuovamente aggiornato e la spada di Damocle che stava per abbattersi sulla società di viale Verdi, già gravata da un fardello di 6,3 milioni di euro di “rosso” nei bilanci 2018 e 2019, sarà fermata con una delibera che rinvierà il tutto al prossimo autunno. Nessun “ultimo traguardo” per le Terme, quindi, scatterà il 31 maggio.
Il problema era sorto con la convocazione dell’assemblea dei soci (Comune e Regione), chiamata ad approvare prima il nuovo piano industriale della società, elaborato dall’advisor Orion Dynamics (e questo passaggio è stato fatto nelle scorse settimane) e poi i bilanci 2018 e 2019. Condizioni, queste, per evitare la messa in liquidazione della società, così come previsto proprio dal Defr. Solo che (ed ecco il problema) l’assemblea dovrebbe riunirsi in prima convocazione la prossima settimana (quindi entro il termine del 31 maggio), ma in seconda a inizio giugno, al di là del limite imposto dal documento regionale.

Tuttavia facendo ricorso a un linguaggio di ambito giuridico, quanto previsto dal Defr rientrerebbe in un “termine ordinatorio”, per la cui inosservanza non sono previste sanzioni o effetti sfavorevoli (a differenza della perentorietà). E per mettere al sicuro ulteriormente viale Verdi, a Firenze si sta inoltre posticipando ancora il “Piano di razionalizzazione delle società partecipate”, collegato proprio al Defr.

«In giunta – dice l’assessore regionale al termalismo Federica Fratoni – stiamo per approvare una nota aggiornata al Defr, che sarà poi portata in consiglio per il via libera definitivo. L’obiettivo è quello di rivedere i termini delle scadenze precedentemente previsti, in quanto l’accordo per la riformulazione del debito con le banche non è stato ancora portato a compimento, seppure sia stata dimostrata dagli istituti di credito la volontà di trovare insieme una via d’uscita».

Oltretutto quella del 31 maggio era una data che avrebbe coinciso con la fine del mandato della giunta regionale. «Sarebbe ora sciocco e sbagliato, alla luce del rinvio delle elezioni amministrative a causa dell’emergenza sanitaria - spiega ancora Fratoni – non proseguire in questo percorso. Pertanto è stato deciso di aggiornare il piano sulle partecipate a dopo l’estate, probabilmente a ottobre o anche a novembre».

Aria vitale, questa decisione, per l’azienda più importante del territorio, già alle prese con due bilanci che – seppure con tutte le attenuanti di natura straordinaria del caso, fatte di ammortamenti, accantonamenti e oneri finanziari – hanno chiuso con 4,2 milioni di perdita nel 2018 e con 2,1 milioni nel 2019. Un equilibrio fragile, quindi, ma almeno passeremo l’estate un po’ più tranquilli.