L’addio a Piero Giuliani, una vita al Monte dei Paschi

Piero Giuliani

Marlianese di origini, ha lavorato per tanti anni nella filiale della banca senese davanti alla pasticceria Giovannini. Non si è più ripreso dopo una banale caduta

MONTECATINI. Come il suo ben più famoso omonimo – l’ex sindaco di New York Rudolph “Rudy” Giuliani – era di origini marlianesi, ma ha poi trascorso la gran parte della propria vita a Montecatini, nella sua abitazione di via Dante Aligheri. Piero Giuliani è morto nei giorni scorsi a 91 anni (a causa dei postumi di una caduta che lo aveva costretto a un’operazione al femore), dopo aver passato la sua intera vita lavorativa dietro ai banconi della filiale del Monte dei Paschi di Siena di corso Matteotti. «In questi momenti, purtroppo è storia di tutti i giorni, vi è l’impossibilità di accompagnare degnamente nel loro ultimo viaggio terreno coloro che decedono: da pochi giorni è tornato alla casa del Padre l’amato Piero Giuliani»: è così che lo ricorda il genero, Luca Biscioni, medico all’ospedale di Pescia ed ex consigliere comunale nella città dei fiori.

Nativo – come detto - di Marliana, dopo il diploma Giuliani iniziò a lavorare a Prato per il noto gruppo bancario toscano. Conobbe poi Basiliana, esule dalla ex-Jugoslavia, che si era trasferita in Toscana. Piero e “Basi” (sua coetanea e ancora oggi viva) si sposarono mettendo su famiglia a Montecatini. Piero riuscì ad avere il trasferimento “davanti al Giovannini” e divenne punto di riferimento per colleghi e utenti dell’istituto bancario (fino a diventarne il capo-reparto nel settore conti corrente). «Avrebbe potuto andare incontro a una carriera ancor più prestigiosa, lasciando Montecatini, ma lui e Basi decisero che per loro il legame con la famiglia era più importante», racconta Biscioni. Con gli anni nacquero i figli Patrizia (moglie di Biscioni, donna molto riservata e colta) e “Albertino” (così da tutti conosciuto per il suo carattere estroverso ed esuberante, sempre pronto alla battuta). Intanto Piero consolidò la sua professionalità, pur mantenendo sempre un low profile. Tutto ciò alla sua morte è stato ulteriormente riconosciuto dagli attestati ricevuti da parenti, colleghi e amici.

«Purtroppo – dice Biscioni – una banale frattura accidentale ce lo ha portato via. Nonostante fosse risultato negativo ai tamponi Covid19 fatti durante il periodo del ricovero ospedaliero lui, cattolico praticante, è riuscito ad avere appena una fugace, solitaria benedizione a casa e non potrà avere un funerale nel quale tutti coloro che lo amano e lo stimano gli avrebbero reso omaggio. Caro Piero, ti accompagnino gli Angeli: la tua famiglia ti ricorderà sempre per tutto ciò che, con piena spontaneità, gli hai sempre donato».