Per i più bisognosi buoni da spendere nei negozi aderenti

In coda per fare la spesa (foto Nucci)

È questa la linea che dovrebbero adottare i Comuni della Valdinievole per distribuire i fondi in arrivo dal governo. Intanto via alle domande

MONTECATINI. A Monsummano la “fetta” più ampia (oltre 149mila euro), poi Montecatini, Pescia e via via tutti gli altri fino a Marliana a chiudere il gruppo, in un ordine che segue il numero dei residenti. È la quota parte dei “buoni spesa” destinati ai comuni del nostro territorio. Di fronte all’emergenza coronavirus, infatti, il governo ha deciso di anticipare la consegna dei 4,7 miliardi di euro dovuti come ogni anno ai Comuni. E di stanziare una somma aggiuntiva di 400 milioni, che serviranno, appunto, ai buoni spesa da consegnare alle famiglie in difficoltà. L’obiettivo è fare fronte a un inevitabile disagio sociale causato dall’emergenza sanitaria, in attesa dell’erogazione dei 600 euro per la fasce deboli previsti dal decreto “Cura Italia”.


Ecco, in ordine alfabetico, la quota parte di buono spesa spettante ai comuni della Valdinievole: Buggiano 56.597,73 euro; Chiesina Uzzanese 32.646,22; Lamporecchio 49.193,42; Larciano 40.137,62; Marliana 20.490,45; Massa e Cozzile 51.899,80; Monsummano 149.147,13; Montecatini 131.197,98; Pescia 124. 906, 67; Pieve a Nievole 60.134,59; Ponte Buggianese 62.357,63; Uzzano, 35.863, 79. Ma come saranno materialmente distribuiti alla popolazione questi contributi statali?

«Ci sono Comuni – spiega il presidente nazionale di Anci Antonio Decaro – che portano direttamente i pasti a casa, quelli che provvedono ad acquistare e consegnano la spesa, Comuni che alimentano il Banco alimentare, la Caritas. Ognuno continuerà ad agire come ha fatto fino a oggi».


Lunedì 30 pomeriggio, per evitare un andamento in ordine sparso, i sindaci del territorio si sono idealmente riuniti in videoconferenza con l’obiettivo di tracciare una linea di percorso comune. «Ci siamo scambiati le nostre opinioni – dice il presidente della conferenza dei sindaci, nonché sindaco di Uzzano, Riccardo Franchi – per poi, anche con l’ausilio delle linee guida che arriveranno dall’Anci, stabilire un criterio che possa essere per la maggior parte condiviso». Punto di partenza, come spiega la sindaca di Pieve a Nievole Gilda Diolaiuti, sarà comunque la domanda che dovrà essere presentata dalle famiglie al Comune: «Sarà poi l’ufficio servizi sociali a verificarle e a stabilire quali soddisfare».
Il passo successivo sarà quello di erogare dei buoni direttamente alle famiglie: sarebbe questa, infatti, la strada scelta da quasi tutti i comuni della Valdinievole (bocciata quindi l’altra possibilità, che vedrebbe gli enti locali acquistare i beni per poi ridistribuirli). «I buoni – spiega il sindaco di Montecatini Luca Baroncini – saranno erogati alle famiglie più bisognose, tenendo conto non solo dei criteri Isee, ma anche di altri indicatori quali l’ampiezza del nucleo familiare, la presenza di disabili o di disoccupati. Il Suap chiederà poi l’adesione di negozi e supermercati dove sarà possibile spendere i buoni».
«Chiediamo a tutti i cittadini – dice il sindaco di Monsummano Simona De Caro – un atto di responsabilità e di fare richiesta solo in caso di reale necessità. I soldi che arriveranno grazie alle misure varate dal governo saranno convertiti in buoni alimentari, spendibili nei negozi del nostro comune». —