Ex direttrice delle Poste accusata di peculato: si sarebbe intascata 76.000 euro

L’ufficio postale di Castellare di Pescia (foto di repertorio)

Pescia: la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di Sara Marraccini che dirigeva l'ufficio di Castellare. I soldi sarebbero stati sottratti dalla cassaforte nel giro di pochi mesi

PESCIA. La procura di Pistoia ha chiesto il rinvio a giudizio della ex direttrice dell’ufficio postale di Castellare. L’imputazione principale è quella di peculato, per aver sottratto nell’arco di pochi mesi dalla cassaforte dell’ufficio 76.000 euro in contanti.. Sara Marraccini, 41 anni, di Marliana, è accusata anche dei reati di autoriciclaggio e di sostituzione di persona. Al termine delle indagini, il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta, Linda Gambassi, ha chiesto il rinvio a giudizio anche per Leonardo Arinci, 43 anni, di Montelupo Fiorentino, un amico dell’ex direttrice accusato in concorso di autoriciclaggio, per aver da lei ricevuto sulla propria carta Postepay versamenti per complessivi 57.000 euro.

Ieri mattina, davanti al gup del tribunale di Pistoia, si sarebbe dovuta svolgere l’udienza preliminare, che però è stata rinviata a causa dell’astensione proclamata degli avvocati penalisti per tutta questa settimana contro l’imminente entrata in vigore dell’abolizione della prescrizione e la mancata riforma del processo.


Fatto sta che sul rinvio a giudizio chiesto dalla procura il giudice dell’udienza preliminare Alessandro Buzzegoli deciderà il prossimo dicembre.

Sara Marraccini (difesa dagli avvocati Claudio Casciani e Lorenzo Satti)è stata direttrice delle Poste di Castellare di Pescia dal 20 dicembre 2016 al 20 aprile 2017. Secondo la procura di Pistoia era stato durante quei mesi che si sarebbe intascata migliaia di euro in contanti prelevandoli dalla cassaforte: 12.600 fra il 20 dicembre e il 18 gennaio; 46.500 fra il 19 gennaio e il 20 aprile.

Di altri 17.000 euro invece si sarebbe appropriata il 3 aprile 2017, quando, su sua stessa richiesta, il portavalori aveva consegnato all’ufficio di Castellare 21.000 euro per rifornile lo sportello automatico Postamat: l’ex direttrice di quel denaro aveva contabilizzato in entrata nelle scritture dell’ufficio soltanto 4.000 euro.

Tali ammanchi erano stati scoperti nel corso di una verifica interna, dopo la quale dalla sede centrale di Poste Italiane era partita una denuncia all’autorità giudiziaria.

Come detto, l’ex direttrice – che nel frattempo, dopo l’apertura dell’inchiesta, si è licenziata – è accusata anche di autoriciclaggio assieme ad Arinci. Parte di quei soldi prelevati dalla cassaforte sarebbero infatti finiti sulla carta Postepay Evolution dell’amico, mentre altri sarebbero stati versati su conti a lei stesa intestati, sia su disposizione dello stesso Arinci che su mandato di una terza ed ignara persona, un cliente di cui avrebbe utilizzato dati e generalità per eseguire l’operazione.

Proprio per questi ultimi versamenti effettuati dalla sua postazione di lavori utilizzando il codice fiscale del cliente (sei quelli contestati, per un importo complessivo di oltre 26.000 euro), Sara Marraccini è imputata anche del reato di sostituzione di persona. —