Minaccia di far saltare in aria la casa e fa pedinare la sua ex fidanzata: arrestato

Arrestato stalker per minacce nei confronti di una imprenditrice

Il 39enne era ai domiciliari da luglio con l’accusa di atti persecutori nei confronti di una imprenditrice 44enne di Montecatini

MONTECATINI. Nella sua mente si era fatto la convinzione di essere finito agli arresti domiciliari per un errore. Di essere dalla parte della ragione: perché la sua ex si meritava davvero quelle minacce, quelle offese e anche quelle botte. E adesso ne aveva anche le prove, visto che, nonostante la misura cautelare in atto, negli ultimi giorni l’aveva fatta seguire da un investigatore privato.. Fatto sta che, per ottenere giustizia, ha telefonato al commissariato, minacciando di far saltare in aria il proprio appartamento se non lo avessero fatto parlare col poliziotto che secondo lui lo aveva “incastrato”.

Alla fine il 39enne pregiudicato albanese è stato convinto a desistere dai suoi intenti, ma per lui si sono spalancate le porte del carcere.


Nel pomeriggio di mercoledì, infatti, l’uomo è stato prelevato da casa dagli uomini della squadra di polizia giudiziaria del commissariato, che gli hanno notificato l’ordinanza di aggravamento della misura cautelare disposta dal gip del tribunale, richiesta dal pm Claudio Curreli dopo aver esaminato le relazioni su quanto era avvenuto il sabato precedente.

Il 39enne era finito agli arresti domiciliari a metà dello scorso luglio con l’accusa di atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata, un’imprenditrice 44enne residente a Montecatini. Da quando, tre mesi prima, lei aveva deciso di troncare la loro relazione, era stato un crescendo di minacce, sempre più dirette e meno velate. Ma anche di violenze fisiche, come quando, all’interno di un bar, l’aveva prima afferrata alla gola e poi colpita con un pugno in faccia.

Erano stati i poliziotti della squadra di pg del commissariato ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip in seguito alle varie denunce presentate dalla donna e alle indagini portate avanti a tempo di record da loro stessi.

Indagini che avevano ricostruito l’odissea iniziata quando la donna aveva deciso di interrompere la relazione.

Da quel momento erano iniziate le offese e le minacce, sempre più pesanti, dettate da una crescente gelosia sempre più ossessiva. E quindi gli appostamenti quasi quotidiani, sotto casa e nel luogo di lavoro, pedinamenti e numerosissimi telefonate e messaggi. Che avevano costretto la donna, oltre che a bloccare il numero telefonico dell’ex compagno e i propri profili sui social network, a lasciare la propria abitazione e a trovare “rifugio” fuori provincia: ormai temeva anche per la propria incolumità fisica.

Dopo quasi due mesi ai domiciliari, la telefonata al 113. Come detto, il 39enne voleva in tutti i modi parlare con il sovrintendente capo che lo aveva arrestato. E, spiegando di essersi già cosparso di benzina, minacciava di far saltare in aria il suo appartamento con il gas.

A quel punto è stato messo in contatto telefonico con il poliziotto, che a lungo ha cercato calmarlo, promettendogli che la mattina dopo sarebbe andato da lui, non appena tornato da una trasferta di lavoro fuori provincia.

Parlando a ruota libera – dal tono chiaramente in preda ai fumi dell’alcol – l’uomo intanto raccontava di come avesse fatto pedinare la ex da un investigatore privato e, per quello, di aver trovato le prove della propria “ingiusta carcerazione”: la donna si incontrava con l’amante su uno yacht, in Versilia. E sostenendo che il giudice era stato pagato affinché lui fosse arrestato, e minacciando lo stesso sovrintendente per essersi prestato al gioco.

Nel frattempo, a casa del pregiudicato sono arrivati i carabinieri, che, dopo una delicata “trattativa” sono riusciti a riportarlo alla calma.

Quattro giorni dopo, l’aggravamento della misura, motivata dal gip Patrizia Martucci anche dal fatto che il 4 settembre precedente l’uomo non era stato trovato in casa durante un controllo, e che il 26 luglio aveva inviato degli sms minatori all’ex marito della sua ex fidanzata. Oltre che dalla dimostrazione fornita della propria pericolosità sociale.

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